October 13, 2026

Al via a Brindisi, Castello Alfonsino, Forte a Mare – la seconda edizione de “I Colori dell’Energia” l’unico evento di respiro nazionale sulle filiere energetiche del Paese, in programma dal 15 al 17 ottobre, che anche quest’anno ospiterà nella città adriatica istituzioni, ricercatori, imprese, giornalisti e stakeholder di settore. 140 speaker, 12 panel, con sedute mattutine e pomeridiane nelle prime due giornate e solo mattutine nella giornata conclusiva di sabato.

Tra i temi che saranno approfonditi, in primis quello dell’esposizione dell’Italia alla dipendenza energetica da fonti provenienti da altri Paesi, con particolare riferimento ai dati che emergono dal “Rapporto 2026 sulle filiere industriali del settore energetico italiano”, documento elaborato ad hoc da un pool di esperti per la seconda edizione dell’evento. La sfida, sottolinea il Rapporto, è trasformare una vulnerabilità energetica in un’occasione concreta di rafforzamento industriale.

Il dato di partenza è eloquente: nel 2024 la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero era pari al 73,9%, a fronte del 57,3% medio dell’Unione europea. Per il gas naturale l’esposizione alle importazioni raggiungeva il 95,2%. Sono percentuali che aiutano a comprendere perché le tensioni geopolitiche incidano così rapidamente sulle condizioni di costo delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie.

La crisi seguita all’invasione russa dell’Ucraina ha imposto un’accelerazione nella diversificazione degli approvvigionamenti. Le tensioni in Medio Oriente mostrano però che sostituire un Paese fornitore non elimina i rischi quando una parte significativa dei flussi energetici mondiali attraversa pochi passaggi marittimi strategici. Interruzioni e incertezza si riflettono sui prezzi delle materie prime, sulle assicurazioni, sui trasporti e sulla disponibilità di carichi di gas naturale liquefatto.
Per questo il Rapporto 2026 propone un approccio più ampio alla sicurezza energetica.

«Il tema non è scegliere tra sicurezza e transizione: oggi la transizione, se ben progettata, è una componente della sicurezza del Paese», osserva Gabriele Menotti Lippolis, presidente de “I Colori dell’Energia”. «Le imprese hanno bisogno di energia disponibile a costi sostenibili, ma anche di regole certe e di una filiera in grado di realizzare gli investimenti. Brindisi vuole essere il luogo in cui queste esigenze vengono affrontate insieme, senza contrapposizioni astratte».

Dello stato di salute delle imprese, a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, ha parlato anche il vicepresidente di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina. «Sono in particolare sofferenza, siamo a rischio di sospendere produzioni o comunque di rallentare pesantemente. Occorre trovare la strada insieme». Regina ha inoltre sottolineato l’opportunità di impiegare i 14 miliardi di flessibilità di bilancio «per misure di impatto immediato, un pacchetto organico di investimenti strategici per ridurre il costo dell’energia», oltre agli interventi sull’Ets.

Sul capitolo riconversione è intervenuto, in occasione della presentazione dell’evento nella capitale, nella sede di Confindustria, anche il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin che, condividendo i principi e gli obiettivi de “I Coloridell’Energia” ha sottolineato come anche sui territori il modello di riconversione è positivo. «A Brindisi abbiamo, ad esempio, Eni che svilupperà una struttura rilevante, passando da 200-300 occupati a una previsione di 700-800 occupati. Abbiamo poi tutta la partita della riconversione di Enel, che significa l’utilizzo delle aree, la bonifica, la valorizzazione del porto e di una grande area industriale. Sono spazi e opportunità davvero rilevanti, in un territorio che ha una vocazione energetico-industriale importante», ha sottolineato il ministro.

Il confronto si aprirà giovedì 15 ottobre con il ruolo delle istituzioni e la sicurezza energetica nel nuovo quadro internazionale. Al centro anche le opportunità industriali per la Puglia e per il Mezzogiorno: territori che possono contribuire alla diversificazione delle fonti e, al tempo stesso, attrarre investimenti in tecnologie, servizi e competenze. Apre i lavori il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.

Comments are closed.