Si è conclusa l’attività di catalogazione del Fondo Antico della Biblioteca Diocesana di Oria, affidata a Libermedia s.a.s. di Brindisi, un intervento di particolare rilievo per la conoscenza e la valorizzazione di un patrimonio librario che rappresenta una preziosa testimonianza della storia culturale, religiosa e sociale del territorio.
La scelta della Biblioteca Diocesana di Oria, guidata da don Vincenzo Rubino, di investire le risorse destinate dall’Ufficio centrale per i Beni Culturali ecclesiastici nella catalogazione del proprio patrimonio antico, assume un significato importante: catalogare un fondo storico che va dal 1500 al 1800 non significa infatti soltanto ordinare e descrivere i volumi, ma renderli identificabili e accessibili, restituendo loro un posto all’interno del più ampio patrimonio bibliografico e culturale.
Sono state individuate ad esempio due eccezionali cinquecentine Philosophicorum pars tertia, quae continent. De officiis… di Cicerone del 1575 e Sermones valde pii et docti pro Dominicis & festivis diebus ex bibliotheca Vaticana nunc primum in lucem editi… di san Tommaso d’Aquino, stampata a Roma da Giulio Accolti nel 1571.
La catalogazione del libro antico richiede competenze specifiche, deve tenere conto delle caratteristiche dell’esemplare, delle peculiarità delle diverse edizioni, della presenza di note manoscritte, provenienze, legature, ex libris e altri elementi che contribuiscono a ricostruire la storia del libro e della sua circolazione.
È proprio in questo ambito che la Società Libermedia ha maturato negli anni una significativa esperienza, lavorando da 25 anni su importanti patrimoni librari sia presso biblioteche comunali sia presso istituzioni e biblioteche ecclesiastiche.
La catalogazione costituisce, infatti, uno degli strumenti fondamentali attraverso cui una biblioteca può conoscere fino in fondo il proprio patrimonio. Per i fondi antichi questo valore è ancora maggiore: dietro ogni volume possono celarsi percorsi di studio, provenienze, donazioni, testimonianze di comunità e istituzioni che nel tempo hanno contribuito alla formazione delle raccolte.
L’intervento realizzato presso la Biblioteca Diocesana di Oria rappresenta dunque non solo la conclusione di un’attività tecnica, ma un ulteriore passo verso la tutela e la valorizzazione di un patrimonio che appartiene alla storia della Diocesi e del territorio e che, grazie alla catalogazione, potrà essere più facilmente conosciuto e studiato.
«Siamo particolarmente orgogliosi di aver accompagnato la Biblioteca Diocesana di Oria in questo percorso – sottolinea Monica Albano, Amministratore Unico di Libermedia – perché crediamo che la catalogazione sia innanzitutto un atto di cura nei confronti del patrimonio. Catalogare vuol dire anche censire, nella direzione della tutela di un patrimonio culturale unico.».
Un plauso va a don Vincenzo Rubino, per aver voluto avviare questo intervento e per l’attenzione dedicata alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio della Biblioteca Diocesana.
A coadiuvare le attività Viviana Carbone, da sempre bibliotecaria della Biblioteca Diocesana, e Pasquale D’Oria, collaboratore diocesano per l’Ufficio dei Beni Culturali Ecclesiastici.
L’attività è stata svolta dalla catalogatrice di Libermedia, Paola Barbieri, professionista con esperienza ventennale nella catalogazione bibliografica, maturata anche nell’ambito di fondi antichi e di pregio. Una competenza specialistica che le ha permesso di affrontare anche questo importante fondo con il necessario rigore scientifico, ma anche sensibilità verso la storia dei singoli esemplari.
È intenzione della Diocesi proseguire in questa direzione per completare un lavoro affascinante che porta alla luce, volume dopo volume, non soltanto un patrimonio librario, ma le storie, le persone e la memoria che nei secoli hanno contribuito a costruirlo.
