Il Consiglio comunale monotematico sull’aeroporto si chiude con l’approvazione all’unanimità dei presenti di un nuovo documento, ma lascia emergere le tensioni all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Marchionna. Nel corso della seduta, infatti, quattro consiglieri di maggioranza – Luperti, Giannaca, Sticchi e Greco – hanno abbandonato l’aula, aprendo una frattura politica che il primo cittadino non ha nascosto nelle dichiarazioni conclusive.
La seduta era stata caratterizzata in precedenza da un lungo stop, necessario a ridefinire l’ordine del giorno e a individuare una formulazione del documento che potesse raccogliere il consenso delle diverse forze politiche. Il tentativo era quello di arrivare a una posizione condivisa sulla tutela e sul ruolo strategico dell’aeroporto, infrastruttura fondamentale per Brindisi e per l’intero territorio.
Alla fine, il nuovo documento è stato approvato all’unanimità dei presenti. Un risultato reso possibile anche dalla presenza delle opposizioni, che hanno garantito il numero legale e consentito al Consiglio di proseguire i lavori e concludere la seduta.
A margine del voto, però, Marchionna ha riconosciuto apertamente che lo sforzo per costruire una posizione unitaria non ha raggiunto l’obiettivo auspicato. «È ovvio che tutti gli sforzi che abbiamo messo in atto alla fine non sono riusciti e non posso negare la realtà», ha dichiarato il sindaco, prendendo atto delle difficoltà emerse durante la seduta.
Il passaggio più significativo del suo intervento è arrivato quando Marchionna ha affrontato direttamente il nodo politico. «Mi è evidente che esiste un problema politico grande quanto una casa, forse anche quanto un grattacielo», ha affermato, riconoscendo la portata delle tensioni all’interno della maggioranza.
Il sindaco ha quindi rivolto un messaggio esplicito a chi, in queste ore, potrebbe mettere in discussione la tenuta dell’amministrazione: «Il dibattito politico passa sempre in aula. In aula c’è la possibilità di sfiduciarmi apertamente. Non c’è bisogno di andare da nessun notaio».
Parole che sembrano richiamare la necessità di affrontare pubblicamente il confronto politico, attraverso gli strumenti istituzionali, evitando percorsi alternativi al dibattito consiliare.
Marchionna ha poi lasciato aperta la possibilità di una verifica della maggioranza nelle prossime settimane, indicando come scadenza il prossimo Consiglio comunale dedicato al bilancio consolidato. «È probabile, non dico sicuro ma probabile, che, valutate alcune condizioni che dovranno essere verificate nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, sicuramente prima del prossimo Consiglio comunale dedicato al bilancio consolidato, si possa aprire una nuova fase», ha spiegato.
Il primo cittadino ha anche chiarito quale potrebbe essere il passaggio successivo in caso di mancato accordo: «Avevo previsto di presentare un programma di fine legislatura e, sulla base di quello, verificare eventualmente l’esistenza di una maggioranza in Consiglio comunale».
Un’ipotesi che, nelle intenzioni del sindaco, consentirebbe di verificare la possibilità di proseguire il mandato sulla base di obiettivi condivisi e di un sostegno politico esplicito.
Resta, intanto, la distanza tra il risultato formale della seduta e il quadro politico emerso in aula. Sul documento relativo all’aeroporto è arrivato il voto unanime dei presenti, ma l’assenza di quattro consiglieri di maggioranza e il contributo determinante delle opposizioni per garantire il numero legale raccontano una situazione che richiede ulteriori chiarimenti.
Lo stesso Marchionna ha ammesso che il tentativo di presentare alla città un Consiglio comunale compatto a difesa dell’infrastruttura non è riuscito. «Volevamo dare alla città un segnale chiaro: l’intero Consiglio comunale schierato a tutela e a difesa di una struttura strategica, che appartiene non soltanto alla città, ma all’intero territorio», ha sottolineato.
A mettere un po’ di pepe sulla seduta c’ha pensato anche il Consigliere Rossi che ha posto l’accento sulla posizione di Luperti che, al Comune, ha una sua rappresentanza autonoma mentre in provincia è capogruppo di Forza Italia e, inolte, è stato il consigliere azzurro più suffragato alle scorse regionali in provincia di Brindisi. Oggi, invece, Luperti ha assunto una posizione differente da quella del partito dell’on. D’Attis aprendo una crisi interna non solo alla maggioranza ma anche di coerenza e stabilità in seno ad una rappresentanza partitica.
Il documento è dunque approvato, ma la questione politica rimane aperta. Le prossime settimane, e in particolare il confronto sul bilancio consolidato, potrebbero diventare il banco di prova per verificare la tenuta della maggioranza e le prospettive della consiliatura.
