January 5, 2026

Il Sindaco Lanzilotti, intervistato dal quotidiano locale, definisce ipocrite le critiche del PD di Brindisi  e Carovigno sulle nomine per Torre Guaceto, richiamando la propria nomina politica del 2019.

La nostra non è una riflessione di parte né una polemica sterile, ma il tentativo di riaffermare un principio che dovrebbe valere sempre, indipendentemente da chi governa. Seppur consapevoli delle dinamiche della politica, riteniamo legittimo interrogarsi sul metodo adottato.

Torre Guaceto non è un ente qualsiasi, è una Riserva Naturale dello Stato, un patrimonio ambientale, scientifico ed economico di valore nazionale ed internazionale, profondamente legato all’identità, allo sviluppo sostenibile e al futuro del territorio di Carovigno. Le decisioni che la riguardano non possono essere trattate come semplici equilibri politici, perché incidono sulla tutela dell’ambiente, sulla credibilità delle istituzioni locali e sulle opportunità di crescita della comunità.

Il regolamento per la nomina del Presidente di Torre Guaceto è inequivocabile (art. 3), i rappresentanti del Comune devono essere scelti tra persone con comprovata competenza, professionalità ed esperienza, in relazione alla natura degli incarichi da conferire. Non si tratta di una facoltà discrezionale, ma di un obbligo preciso, soprattutto quando si ha la responsabilità di governare un bene di straordinaria rilevanza pubblica.

Abbiamo posto una domanda semplice e legittima, alla quale però il Sindaco non ha risposto, se la nomina è politica, perché la scelta è ricaduta proprio su questi candidati e non su altri?

Ha davvero quindi senso candidarsi, se la selezione non avviene nel merito?

La mancata risposta è forse la spiegazione più chiara ed esaustiva, cosa c’è da nascondere?

Cosa non si può sapere? Perché attendere oltre cinque mesi dalla scadenza del mandato del Consiglio di Amministrazione per procedere alle nomine?

Le scelte di un Sindaco, pur nel rispetto degli equilibri di maggioranza e delle dinamiche politiche, possono davvero prescindere dal merito e dall’interesse del bene comune, soprattutto quando in gioco c’è il futuro di uno dei principali asset strategici di Carovigno?

Continuare a rifugiarsi nel si è sempre fatto così non può essere una giustificazione.
Oggi più che mai le nomine pubbliche dovrebbero coniugare politica e competenza.

L’ipocrisia non sta nel sollevare il problema, ma nel nascondere dietro procedure formali scelte che rispondono esclusivamente a logiche di partito.
La credibilità della politica si misura anche nella trasparenza delle decisioni e nel rispetto del merito, non nella difesa delle consuetudini.

 

Luigi Bennardi
Segretario PD Carovign

Comments are closed.