July 24, 2026

L’ex amministratore unico della Brindisi Multiservizi, Rossana Palladino, torna a intervenire sulla situazione della società partecipata dopo l’approvazione preventiva della proposta di bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025.

Secondo quanto comunicato, il bilancio chiude con una perdita di 676.147,97 euro, un risultato che, pur restando negativo, viene definito in netto miglioramento rispetto alla situazione esistente al 30 aprile 2025, quando fu avviata la composizione negoziata della crisi e approvati il Piano di risanamento e il Piano industriale. Nella relazione viene inoltre evidenziato il miglioramento dello stato patrimoniale e del patrimonio netto, mentre il disavanzo risulta significativamente inferiore rispetto alle previsioni formulate a inizio 2025, quando era stimata una perdita di quasi 2,1 milioni di euro.

Per Palladino, questi dati rappresentano una “certificazione dei fatti e dei numeri” che contraddice la narrazione sostenuta dall’amministrazione comunale negli ultimi mesi.

“La narrazione pubblica del disastro e di una società fuori controllo cede il passo alla certificazione dei fatti e dei numeri. Fatti e numeri di cui l’amministrazione comunale era in possesso fin dal mese di dicembre, eppure ha continuato a raccontare un’altra storia”, afferma l’ex amministratore.
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Nel suo intervento, Palladino ripercorre anche le ragioni che, a suo dire, hanno portato alla sua sostituzione.

Secondo l’ex amministratore unico, per mesi gli sarebbe stato attribuito il ruolo di principale responsabile delle difficoltà della società, perché troppo rigoroso nell’applicazione del Piano di risanamento, troppo autonomo rispetto alla politica e troppo attento nel segnalare gli scostamenti dagli obiettivi.

Una ricostruzione che contrappone ai risultati conseguiti nei primi otto mesi del Piano.

“Lo stesso ‘problema’ aveva centrato al millesimo gli obiettivi del Piano, rispettato gli impegni assunti con il Comune e riportato la società ad un risultato positivo dopo anni di perdite”, sostiene.

Palladino elenca quindi una serie di criticità che, a suo giudizio, si sarebbero manifestate dopo il cambio di gestione: dagli accordi sindacali che prevederebbero fino a 40 esuberi ai servizi ritenuti insufficienti, fino agli affidamenti extra contratto annunciati ma mai concretizzati.

L’ex responsabile della società in house cita in particolare le commesse relative al Ponte di Bozzano e al Parco Cillarese, che avrebbero dovuto generare oltre 700 mila euro di ricavi, oltre ai presunti ritardi nell’attuazione degli impegni assunti dal Comune nei confronti della partecipata.

Tra gli elementi evidenziati figurano anche il mancato completamento del bilancio semestrale, la prospettiva di un nuovo ripiano delle perdite e il possibile impatto sul bilancio comunale.

A sostegno delle proprie tesi, Palladino richiama infine la relazione sulla sostenibilità economico-finanziaria per il 2026, che subordinava il mantenimento degli equilibri del Piano attestato al rispetto di precise condizioni: nuovi affidamenti per circa 800 mila euro con adeguata redditività, rinnovo degli strumenti di gestione del personale, accordi sugli esodi incentivati e pieno rispetto degli impegni assunti dal socio unico.

Da qui la domanda conclusiva rivolta all’amministrazione.

“Davvero si può pensare di giustificare alla Corte dei Conti e al Consiglio comunale un risultato fortemente negativo derivante dal mancato lavoro su ciascuno di questi aspetti, chiedendo un nuovo intervento di ripiano?”, conclude Palladino.

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