La transizione industriale avviata a Brindisi con la realizzazione della Gigafactory Eni Storage Systems passa necessariamente dalla formazione dei lavoratori e dalla valorizzazione delle competenze presenti sul territorio. È questo il tema al centro della seduta della VI Commissione consiliare, presieduta dalla consigliera Annagrazia Angolano, riunitasi questa mattina per approfondire le prospettive occupazionali e di sviluppo legate al nuovo investimento industriale.
La Commissione ha ascoltato, su richiesta della consigliera Isabella Lettori (PD), l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria.
Tuttavia, nel corso della seduta si è evidenziato come la riconversione produttiva verso la realizzazione di sistemi di accumulo stazionario e lo sviluppo della filiera delle energie rinnovabili richiedano un parallelo investimento sul capitale umano. In particolare, si è evidenziato la necessità di accompagnare i lavoratori della chimica di base e, soprattutto, quelli dell’indotto in un percorso di riqualificazione professionale, così da consentire loro di acquisire le competenze richieste dalle nuove produzioni e cogliere le opportunità offerte dalla transizione tecnologica.
Ampio spazio della discussione è stato dedicato anche al ruolo che possono svolgere i centri di ricerca del territorio, considerati una risorsa strategica per sostenere i processi di innovazione. Un percorso che, secondo quanto emerso nel dibattito, potrebbe contribuire a consolidare Brindisi come polo di riferimento per lo sviluppo delle tecnologie legate alla transizione energetica.
Le audizioni hanno consentito di avviare per ora un primissimo avvio di confronto sulle azioni da mettere in campo per costruire un percorso condiviso tra istituzioni, imprese, sistema della formazione e parti sociali. Tra le priorità emerse figurano la definizione di percorsi formativi specialistici per le nuove professionalità richieste dalla Gigafactory, la riqualificazione dei lavoratori dell’indotto, il rafforzamento del legame tra industria e ricerca e un maggiore coordinamento tra Regione, ARTI, aziende e organizzazioni sindacali per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Tuttavia, come ha sottolineato l’assessore Di Sciascio, si rende necessaria una maggiore chiarezza da parte di Eni Versalis sul futuro occupazionale di tutta la platea dei lavoratori, incluso i lavoratori dell’indotto.
Data l’assenza dei rappresentanti di Eni, la Commissione ha deciso di aggiornarsi dopo la pausa estiva.
