July 22, 2026

È stata respinta dal Consiglio comunale di Brindisi la proposta presentata dal consigliere comunale indipendente Roberto Quarta per avviare un percorso di revisione dei costi della politica. La proposta, inizialmente depositata come mozione e successivamente trasformata in ordine del giorno per favorirne l’approvazione, non ha ottenuto il via libera dell’aula.

A votare a favore sono stati i consiglieri Roberto Quarta, Rachiero, Cannalire, Rossi, Aggiano, Alessandro Antonino e Carbonella. Hanno invece espresso voto contrario i consiglieri Greco, Sticchi, Giannace, Miceli, Penta, Borromeo, De Maria, Magrì, Pierri, Ciaccia, Sicilia, Martucci, Guadalupi, Carletti e il sindaco Giuseppe Marchionna.

 

Al termine della seduta, Quarta ha espresso forte delusione per l’esito della votazione, sostenendo che la sua iniziativa avrebbe rappresentato un primo passo per affrontare il tema delle indennità e dei costi legati all’attività politica.

«La mia proposta – afferma il consigliere indipendente – è stata bocciata nonostante fosse stata trasformata da mozione in ordine del giorno proprio per consentire l’avvio di un percorso condiviso sui costi della politica».

Secondo Quarta, nel corso del dibattito sarebbe emersa una forte disparità tra i compensi percepiti dai consiglieri comunali. «È apparso chiaro – dichiara – che ci sono consiglieri che pesano sulle casse della cittadinanza con una media di 5.000 euro al mese e altri che, pur sacrificando famiglia e lavoro, percepiscono una media di appena 200 euro al mese».

Il consigliere annuncia inoltre di aver chiesto formalmente al responsabile della trasparenza amministrativa di pubblicare con cadenza mensile i cedolini relativi alle indennità e i rimborsi riconosciuti alle aziende per i dipendenti che ricoprono l’incarico di consigliere comunale.

«Appare sempre più chiaro – conclude Quarta – che i privilegi non si toccano, nonostante qualcuno voglia presentarsi come vicino al popolo, soprattutto a quello in difficoltà. Mi auguro che i cittadini ricordino quanto sta accadendo quando saranno chiamati nuovamente alle urne».

La proposta, dunque, non proseguirà il suo iter dopo la bocciatura da parte della maggioranza consiliare.

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