I partiti del campo largo di Carovigno hanno letto con attenzione la nota del consigliere regionale uscente Alessandro Leoci relativa alla memoria depositata presso la Corte d’Appello, con la quale si chiede una verifica sull’attribuzione dei seggi alle recenti elezioni regionali. Si tratta di un’iniziativa formalmente legittima, che tuttavia solleva interrogativi politici che non possono essere ignorati.
Al solo fine di garantire la massima chiarezza nei confronti dei cittadini, rivolgiamo quindi una domanda precisa al consigliere Leoci: la memoria depositata riguarda presunte irregolarità nell’applicazione della legge, e quindi eventuali errori o, peggio ancora, brogli elettorali che lo avrebbero danneggiato?
Se così fosse, non potremmo che essere al suo fianco e sostenere una battaglia comune per la giustizia e il rispetto delle regole democratiche.
Se invece la questione riguarda la messa in discussione dei meccanismi della legge elettorale, la situazione cambia radicalmente. In tal caso si tratterebbe di una battaglia che il consigliere avrebbe potuto e dovuto combattere nei cinque anni di mandato svolto, e non soltanto ora, a seguito della sua mancata rielezione.
È importante ricordare che la normativa oggi contestata era già pienamente in vigore alle elezioni regionali del 2020, quando produsse effetti analoghi, come l’esclusione di liste che avevano raggiunto il 4% dei voti di lista ma non avevano superato lo sbarramento, poiché la soglia è riferita per legge al totale dei voti assegnati ai candidati presidenti e non ai soli voti di lista.
È la stessa legge che allora consentì allo stesso Leoci di essere eletto, pur in presenza di candidati con un numero di preferenze ampiamente superiore.
Non si comprende quindi perché questa battaglia inizi solo oggi, dopo la sua esclusione.
Non risultano, infatti, prese di posizione pubbliche, né iniziative politiche o di sensibilizzazione finalizzate a modificare questa legge elettorale.
Non si tratta di una polemica personale, ma di una richiesta di coerenza politica e credibilità istituzionale. Contestare oggi una legge dopo averne tratto vantaggio per cinque anni rischia di apparire come un’operazione strumentale, che finisce per alimentare sfiducia nelle istituzioni e disaffezione verso il voto. Il tema è tanto più rilevante se si considera il rapporto tra politica e cittadini, che negli ultimi anni sta vivendo un allontanamento senza precedenti, con livelli di astensione e disaffezione mai così alti. Solo attraverso trasparenza e coerenza sarà possibile ricostruire fiducia e restituire credibilità alla partecipazione democratica.
I partiti del Campo largo di Carovigno
(Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista – IV, Partito Democratico)
