January 3, 2026

La scorsa notte di capodanno ha segnato un passaggio storico e drammatico (a seconda degli interessi toccati) per Brindisi: la centrale ENEL “Federico II” si è spenta definitivamente.
Non è solo la fine di un impianto industriale, ma la fine di un modello che per decenni ha inciso profondamente sull’economia, sull’ambiente e sulla vita di migliaia di famiglie del nostro territorio.
La chiusura è certa.
Il futuro, invece, non lo è affatto.
Lo si legge chiaramente anche dalle cronache di questi giorni: annunci di vertici, incontri per “chiarire”, ipotesi di riserva fredda, tavoli sulla decarbonizzazione.
Ma nessuna decisione concreta, nessun cronoprogramma credibile, nessuna risposta chiara sul destino occupazionale di lavoratori diretti e dell’indotto.
È doveroso dirlo con franchezza e senso di responsabilità:
il Governo, ad oggi, non ha assunto una scelta politica definitiva sul futuro di Brindisi.
Esiste una transizione annunciata da anni, ma non governata.
E una transizione senza governo è solo un’altra forma di abbandono. Un processo di decarbonizzazione che doveva passare da una transizione graduale che si e’ trasformata invece in desertificazione.
Per decenni ENEL ha prodotto energia e utili enormi anche grazie a Brindisi.
Questo territorio ha dato molto, senza ricevere in cambio benefici proporzionati in termini di sviluppo, diversificazione industriale e riconversione anticipata.
Oggi non può essere lasciato solo proprio nel momento più delicato.
Il tema centrale è il lavoro.
La chiusura della centrale mette a rischio migliaia di famiglie, soprattutto nell’indotto, e apre una ferita sociale che non può essere curata con comunicati o promesse generiche. In questo contesto, le operazioni di decommissioning e bonifica rappresentano una leva fondamentale.
Non solo perché sono un obbligo giuridico, morale ed industriale, ma perché possono garantire occupazione per diversi anni, dando respiro al territorio e tempo per costruire una vera riconversione.
Eppure, da quanto emerge, ENEL appare restia ad assumersi fino in fondo questa responsabilità, auspicando che i costi delle bonifiche vengano sostenuti dallo Stato, provando a saltare a pie’ pari il principio che chi inquina paga!
Questo non è accettabile.
Chi ha prodotto profitti inquinando per decenni non può scaricare sui cittadini il costo della propria uscita.
In questo scenario di incertezza nazionale e di silenzi regionali, una cosa è chiara:
il Comune di Brindisi non può limitarsi ad attendere.
Al di là delle appartenenze politiche, oggi esiste un dovere superiore: difendere la città.
Il sindaco e l’amministrazione hanno strumenti precisi – a partire dall’ordinanza urgente e contingibile – per mettere formalmente in mora ENEL, pretendendo l’avvio immediato delle bonifiche e la tutela degli interessi della comunità brindisina, dei lavoratori e dell’ambiente.
Non è una scelta ideologica.
È una scelta di responsabilità morale, politica ed istituzionale. Ed in questo caso Fratelli d’Italia di Brindisi sara’ al fianco del Sindaco!
Brindisi sa bene cosa significa essere dimenticata.
Lo è stata quando il Governo Conte, con il placet del Partito Democratico, la escluse dai finanziamenti del Just Transition Fund, condannandola a una transizione senza risorse e senza strumenti.
Un errore gravissimo, che oggi pesa come un macigno. Dal 2019 si sapeva sarebbe arrivato questo momento e si è preferita la politica degli annunci a quella delle scelte. Governi Conte 1, Conte 2 e Draghi non pervenuti.
Ora non possiamo permettere che la storia si ripeta.
Il tempo delle parole è finito.
Le famiglie non vivono di vertici annunciati, ma di certezze.
Il lavoro non si tutela con le interviste, ma con atti concreti.
Ora è il tempo delle scelte.
Non servono annunci, né rinvii, né narrazioni consolatorie. Servono atti amministrativi, responsabilità industriali e una presa di posizione chiara a tutela del lavoro, dell’ambiente e della dignità di Brindisi.
ENEL deve assumersi fino in fondo gli obblighi che derivano dalla dismissione dell’impianto, a partire dalle bonifiche. Le istituzioni locali devono esercitare ogni strumento previsto dall’ordinamento per difendere l’interesse pubblico, se serve sacrificando anche il principio di appartenenza politica. Il compianto sindaco Mennitti sul rigassificatore docet!
Brindisi non può permettersi di restare ancora una volta sospesa tra promesse e attese.
Ci confronteremo con tutti i livelli politico istituzionali di Fdi nazionali, regionali e locali per far valere le ragioni del nostro territorio. Convocherò presto insieme al coordinamento cittadino di FdI il gruppo consiliare, gli assessori di FdI per definire azioni politiche da sottoporre al Consiglio Comunale ed alla città.

Prof. Massimiliano Oggiano
Coordinatore cittadino FdI

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