September 24, 2020

Brundisium.net
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Oggi si parla oltremodo di depressione, di stati al confine con tale sindrome e di sintomi definiti “depressivi”.
Un tempo il termine diffuso era” esaurimento”, pertanto chiunque attraversasse un periodo in cui si sentisse giù di morale, o al contrario agitato o ancora in preda ad emozioni dirompenti, poteva dire di sé” mi sento esaurito “ anche se era più probabile, come spesso accade, che fossero altri ( familiari, amici, conoscenti, colleghi o vicinato invadente … ) ad emettere il giudizio.

La depressione o il semplice esaurimento necessitano di valutazioni diagnostiche articolate ( esame psichiatrico e psicologico ) e spesso è necessario intervenire con immediatezza, per evitare problematiche e degenerazioni dello stato di salute mentale che purtroppo possono determinare azioni o situazioni di grave o gravissima entità ( i fatti di cronaca a cui oggi si assiste in misura sempre maggiore ).

Quindi evitiamo da un lato, di sottovalutare le problematiche, dall’altro di esasperarle.

Se pensiamo alla situazione individuale, alla quale intendo riferirmi, considerando la possibilità di possedere lucidità, consapevolezza e capacità di autoanalisi, dovremmo evitare di concentrarci sui sintomi, definendo ad esempio la tristezza ( magone compreso ), l’apatia o la malinconia come DEPRESSIONE.

 

Le nostre risorse, quando è possibile attivarle ( spesso basta chiedersi” cosa posso fare anche di piccolo per stare meglio oggi?”) sono in grado di trovare la soluzione più immediata, soprattutto in armonia con quanto stiamo vivendo e con il disagio che avvertiamo.

Non sono soluzioni definitive o meglio, risolutive, ma consentono di arginare il disagio per quanto è possibile nel qui ed ora, offrendoci la possibilità di vivere l’immediatezza del presente.

Affrontiamo in questa maniera il ferragosto, malgrado l’emergenza COVID 19 ancora presente e l’incerto futuro, che per alcuni o molti di noi potrebbe essere affettivo, lavorativo, economico, e, aggiungerei, politico..

 

Iacopina Maiolo

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