April 15, 2021

Brundisium.net
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Gabriele Antonino (Capogruppo PRI):
Andrà finalmente in discussione nel Consiglio Comunale convocato per lunedì 22 febbraio l’ordine del giorno del Gruppo Consiliare del Partito Repubblicano sulla progettata riforma dei Consorzi Industriali pugliesi.

Una proposta di legge che prevede l’accorpamento in un unico Ente dei Consorzi Industriali di Brindisi, Lecce, Taranto e Foggia cui si aggiungerà anche la BAT, finora priva di un Consorzio ASI.

Il rischio è che si cerchi di chiudere la stalla quando oramai i buoi son scappati.

L’ordine del giorno, con cui si impegna il Sindaco anche nella sua veste di Presidente della provincia, ad opporsi a questa fusione nefasta e ad avviare iniziative con i Sindaci di Fasano, Ostuni e Francavilla Fontana e coni Consiglieri Regionali eletti nel nostro territorio, è stato presentato esattamente un mese fa!

Nonostante l’importanza dell’argomento, che rischia di vedere una replica di quanto è accaduto con la nascita della Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, che ha visto trasferire a Bari il centro decisionale anche per le vicende che riguardano il porto di Brindisi, e con l’accorpamento con Taranto della Camera di Commercio, una Presidenza del Consiglio incapace di assumere decisione autonome e sempre prona ai desiderata della Giunta Comunale non ha ritenuto di Convocare con urgenza l’Assise Cittadina, eventualmente in seduta monotematica.

Ma ciò che più ci ha meravigliato è stato il silenzio assordante delle forze politiche di maggioranza e di buona parte di quelle di opposizione sulla proposta di legge dell’Assessore DELLI NOCI.

Se si esclude una presa di posizione del Senatore della Lega Vittorio Zizza, della Segreteria Cittadina di Puglia Popolare e della Associazione LEFT, nessuna altra forza politica ha ritenuto di doversi pronunciare pubblicamente sull’argomento.

Eppure l’argomento, a nostro giudizio, meritava un dibattito ben più ampio.

Il risultato è che le audizioni organizzate dall’Assessore DELLI NOCI si sono oramai concluse senza che si sappia cosa abbia detto il Sindaco Rossi in quella circostanza.

E’ appena il caso di ricordare che il Consorzio ASI di Brindisi ha competenze sulle zone industriali dei Comuni di Brindisi, Fasano, Francavilla Fontana ed Ostuni.

In particolare nell’area industriale di Brindisi, che ha una estensione maggiore della città, vi sono aziende di rilevanza nazionale che operano nel campo aeronautico, farmaceutico, chimico ed energetico oltre ad un numero rilevantissimo di aziende metalmeccaniche, edili ed elettriche di dimensioni minori.

Non si va lontano dal vero se si sostiene che l’area industriale di Brindisi è tra le più importanti dell’intero Mezzogiorno ed è ricca di infrastrutture e reti.

A ciò aggiungasi che buona parte di essa è inclusa nell’area rientrante nella Zona Economica Speciale Adriatica.

Non conoscere la posizione assunta dagli Enti soci è davvero incredibile.

Tanto più che nella proposta di riforma dei Consorzi Industriali vi sono anche dei profili di illegittimità che andrebbero attentamente valutati.

Così è ipotizzato che nelle singole realtà industriali vengano costituite delle società in house espressamente vietate dalla Legge MADIA.

Ancora va sottolineato che la competenza in materia di riforma dei Consorzi Industriali spetta allo Stato e non alle Regioni, che hanno esclusivamente un ruolo nel controllo della gestione finanziaria degli Enti.

Ciò è tanto vero che il Sottosegretario Mario TURCO, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Programmazione Economica e agli investimenti, in vista di una Legge statale di riforma dei Consorzi, ha presentato una informativa al CIPE sull’attività di monitoraggio svolta sui 67 ASI esistenti in Italia, di cui ben 39 risultano in liquidazione o inattivi!

Del resto in Puglia il Consorzio ASI di Brindisi è uno dei pochi che offre servizi reali alle imprese non avendo come unica attività consortile la cessione dei suoli alle aziende interessate ad insediarsi nell’area industriale.

E presenta bilanci in attivo a differenza di quasi tutti gli altri Consorzi ASI della Regione.

Non si comprende, quindi, per quale ragione solo il Consorzio Industriale di Bari rimarrebbe autonomo mentre tutti gli altri dovrebbero confluire in un carrozzone che non avrebbe “la testa” a Brindisi.

Mi auguro, allora, che la discussione in Consiglio Comunale dell’ordine del giorno del Gruppo Consiliare del PRI sia anche da stimolo per il Consiglieri Regionali eletti nella provincia di Brindisi ad opporsi al progetto di riforma.

E che la Giunta Rossi, in un sussulto di dignità, riesca a far valere le ragioni del nostro territorio a livello regionale.

 

Il coordinamento cittadino  di Brindisi Left ha inviato una lettera ia tutti in consiglieri comunali come contributo al dibattito in ordine del giorno in Consiglio comunale facendo riferimento alla nota stampa da noi inviata la scorsa settimana sull’argomento.

Egregi Consiglieri Comunali, 

in occasione del dibattito del Consiglio Comunale di lunedì 22 febbraio che vede nell’ordine del giorno di convocazione una presa di posizione sul futuro del Consorzio ASI di Brindisi, inoltriamo il nostro intervento di una settimana fa apparso sugli organi di stampa. Cogliamo l’occasione per sollecitare un intervento  per contrastare la proposta in discussione alla regione che depaupererebbe ulteriormente il territorio di autonomia decisionale a vantaggio della regione. 

Il Consorzio ASI gestisce le infrastrutture viarie e ferroviarie della zona industriale, la diga e l’impianto di affinamento acque del bacino idrico di Cillarese. Per il Comune riappropriarsi di questo patrimonio finanziato con risorse pubbliche destinate al territorio di Brindisi sarebbe un’occasione unica per decidere in proprio sul futuro della zona industriale che rappresenta una risorsa fondamentale per la città.  Sarebbe anche l’occasione di mettere insieme grandi gruppi e piccole aziende nella gestione di servizi per politiche industriali innovative a sicuro beneficio della competitività del territorio. Inoltre, con le necessarie cautele su questioni di sicurezza degli impianti ed ambientali, sarebbe un’opportunità rendere fruibile alla cittadinanza l’Oasi protetta di Cillarese, un eccezionale patrimonio verde. Ricordiamo a tutti voi che l’adesione al consorzio fu su base volontaria e già 25 anni fa molti comuni tra cui quello di Mesagne ne uscirono. Ci sarebbero tutti gli strumenti per ritirare l’adesione e fare una battaglia della città per questi obiettivi anche per evitare un suo ulteriore impoverimento.

Vi chiediamo pertanto di considerare quanto da noi proposto un contributo al dibattito in Consiglio.

 

 

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