Al Cinema Impero di Brindisi arrivano due appuntamenti con il grande cinema documentario, due proiezioni che invitano il pubblico a fermarsi, ascoltare e guardare da vicino alcune delle domande più urgenti del nostro tempo. Due attraversamenti: uno dentro l’Italia dei territori fragili, delle comunità che resistono e provano a ricostruire legami; l’altro dentro una scuola russa trasformata, dopo l’invasione dell’Ucraina, in un luogo in cui l’educazione viene piegata alla propaganda.
Le proiezioni sono in programma al Cinema Impero con biglietto unico di 5 euro. Il primo appuntamento sarà mercoledì 6 maggio alle ore 19.30 con “Storie di uomini, donne e comunità”, docufilm di Paola Traverso e Vincenzo Franceschini. Il secondo appuntamento sarà dedicato a “Mr. Nobody Against Putin”, il film di David Borenstein, vincitore dell’Oscar 2026 per il miglior documentario, in programma martedì 12 e mercoledì 13 maggio alle ore 18.30. La proiezione del 12 maggio sarà presentata da Marco Mingolla per ZaLab, casa di produzione e distribuzione di cinema indipendente e sociale.
A unire questi due documentari è uno sguardo profondo sul presente che non si accontenta delle notizie, delle formule, delle spiegazioni rapide. “Storie di uomini, donne e comunità” nasce da un cammino lungo, irregolare, fatto di incontri e di ascolto. Il film attraversa paesi, città, quartieri e territori segnati dall’abbandono, dalla marginalità geografica e sociale, dalla crisi produttiva e dallo svuotamento dei legami. Il Teatro Povero di Monticchiello nelle colline senesi, le comunità alpine della Liguria, un’agorà nel cuore di Genova, un’edicola recuperata nel quartiere Barca di Bologna, una periferia di Brindisi aperta a nuove sfide. Cosa lega questi luoghi distanti? La domanda che attraversa il film è semplice e radicale: come si ricomincia a essere comunità quando tutto sembra spingere verso l’isolamento? Il lavoro di Traverso e Franceschini vede anche ciò che può nascere nei margini: persone, gesti ostinati, tentativi imperfetti, forme fragili e resistenze minime. E sono proprio queste soglie possibili, questi semi nascosti, a renderlo necessario. Perché il cambiamento, quando accade davvero, arriva come una pratica quotidiana.
Con “Mr. Nobody Against Putin”, lo sguardo si sposta in Russia, dentro una scuola elementare di provincia, dove Pavel “Pasha” Talankin lavora come responsabile degli eventi scolastici e della documentazione video. Pasha è una figura amata dagli studenti, ironica, vicina ai ragazzi, capace di trasformare il proprio ufficio in uno spazio di ascolto e libertà. Ma dopo l’invasione dell’Ucraina la vita quotidiana cambia rapidamente. Anche la scuola cambia. Le lezioni si riempiono di retorica patriottica, compaiono cerimonie, bandiere, discorsi ufficiali, gruppi giovanili militarizzati. L’educazione, che dovrebbe aprire il pensiero, diventa sempre più uno strumento di consenso. Costretto a filmare le attività ufficiali dell’istituto, Pasha decide di fare qualcosa di diverso: usare quella stessa videocamera per raccontare ciò che accade davvero. Il suo lavoro diventa così un atto di testimonianza, una resistenza quotidiana, silenziosa, compiuta dall’interno di un sistema che chiede obbedienza e cancella il dissenso. Attraverso le sue immagini la guerra entra nella normalità, si insinua nei rituali scolastici, nel linguaggio degli adulti, nell’immaginario dei bambini.
I due documentari parlano di realtà lontane e interrogano anche noi. Ci chiedono che cosa significhi abitare un tempo difficile senza arrendersi alla rassegnazione. Ci chiedono che valore abbiano le comunità quando il legame sociale si indebolisce, e che valore abbia la verità quando il potere prova a riscrivere la realtà. Da una parte c’è chi ricostruisce relazioni nei territori dimenticati; dall’altra c’è chi, in un contesto oppressivo, decide che vedere e mostrare è già una forma di responsabilità. Il Cinema Impero propone dunque due serate di cinema civile nel senso più pieno del termine: un cinema che apre domande, che non semplifica il dolore. Un cinema che ci ricorda che la realtà va guardata da vicino, con pazienza, e che anche nei momenti più oscuri esistono gesti capaci di opporsi alla solitudine, alla paura e alla menzogna. Due documentari, due viaggi, due modi diversi di dire che il presente non è mai chiuso una volta per tutte. Può essere ferito, manipolato, impoverito, ma può ancora essere attraversato da scelte, coraggio e forme nuove di vita comune.
