Nuove tensioni nella sanità brindisina. La FP CGIL torna ad attaccare la gestione della direzione strategica della ASL, denunciando una carenza di personale medico che starebbe già producendo effetti concreti sull’organizzazione dei servizi, in particolare nell’area dell’emergenza e della cardiologia.
Secondo il sindacato, dopo la “rivoluzione” organizzativa di aprile, a maggio arrivano le prime conseguenze: trasferimenti d’ufficio, reparti sguarniti e attività ridotte. Nel mirino c’è soprattutto il ricorso a spostamenti interni di medici per coprire le emergenze, una pratica definita “tampone” che finirebbe per spostare le criticità senza risolverle.
La FP CGIL parla di un “effetto domino” che coinvolge ora la cardiologia, con ripercussioni su servizi ritenuti strategici. In particolare, nel mese di maggio risultano sospese la scintigrafia miocardica da sforzo – unico servizio disponibile nell’intera ASL – e l’ambulatorio di cardiologia pediatrica, con lo stop agli screening cardiologici neonatali. Ridotte al minimo anche le attività ambulatoriali, comprese le visite per scompenso cardiaco, i controlli post-infarto e le prestazioni pre-operatorie, con possibili ricadute sull’attività chirurgica.
“Si sottraggono medici da reparti già in affanno per coprire falle altrove – denunciano dal sindacato – con un aumento del rischio clinico, un aggravio dei carichi di lavoro e un inevitabile allungamento delle liste d’attesa”. La conseguenza, secondo la FP CGIL, sarebbe anche una crescente fuga di professionisti verso il privato o altre realtà territoriali, in un contesto aggravato dalle recenti dimissioni del primario del pronto soccorso.
Il giudizio sulla gestione aziendale è netto: “Navigazione a vista, senza una reale programmazione”, affermano il segretario generale Luciano Quarta e il segretario aziendale del Perrino Valerio Aga, che chiedono interventi strutturali e accusano la direzione di affidarsi a soluzioni emergenziali.
Di segno opposto la replica della ASL Brindisi, che ridimensiona il quadro tracciato dal sindacato. L’azienda sanitaria parla di una “rimodulazione temporanea e limitata” delle attività programmabili, già in fase di superamento, legata a esigenze organizzative contingenti.
Quanto ai numeri, la direzione evidenzia una dotazione organica sostanzialmente in linea con gli standard: 63 infermieri previsti e presenti, 22 medici previsti a fronte di 21 in servizio. Dati che, secondo la ASL, non giustificano una rappresentazione di criticità strutturali o di disorganizzazione.
“La situazione è costantemente monitorata – fanno sapere dalla direzione generale – in raccordo con i responsabili delle unità operative, per garantire equilibrio organizzativo e qualità dell’assistenza”. L’azienda invita inoltre a evitare “allarmismi” che rischiano di generare preoccupazione tra i cittadini e di penalizzare il lavoro dei professionisti sanitari.
Resta dunque aperto il confronto tra sindacato e azienda, in un passaggio delicato per il sistema sanitario locale, anche alla vigilia della stagione estiva, tradizionalmente più critica sul fronte degli accessi e della tenuta dei servizi.
Apr 30, 2026
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