Ancora furti di autovetture nei parcheggi attigui al PalaPentassuglia. È accaduto anche ieri sera, durante la partita tra Valtur Brindisi e Verona, nonostante gli interventi messi in campo dall’Amministrazione comunale per migliorare l’illuminazione dell’area. Un provvedimento che, alla prova dei fatti, si è rivelato insufficiente.
Il fenomeno appare ormai strutturale e in costante aggravamento. Le bande di ladri continuano a colpire con disarmante facilità le auto dei tifosi, approfittando di una zona che, pur più illuminata, resta priva di un presidio efficace. La sensazione diffusa è che la sola luce non basti a fermare chi agisce con metodo e impunità.
A dare voce alla rabbia è Alfieri Carbone, cittadino che aveva già subito il furto della propria auto nella precedente gara interna. In un duro post sui social esprime solidarietà alle nuove vittime, ma punta il dito contro più soggetti:
«Le misure tanto sbandierate si sono limitate a una maggiore illuminazione e nulla più. Così si è solo facilitato il lavoro dei criminali, che possono scegliere meglio cosa rubare».
Nel suo j’accuse, Carbone chiama in causa il Comune di Brindisi, ritenuto “gravemente responsabile”, ma anche la società di basket, accusata di aver fallito negli annunciati interventi di tutela e controllo dopo “decine e decine di episodi” tra furti e vandalismi. Nel mirino finiscono anche le forze dell’ordine:
«Invece di restare all’interno del palazzetto, avrebbero potuto presidiare l’area parcheggi, soprattutto in assenza di tifoserie ospiti».
Parole che riflettono un malcontento sempre più diffuso. «Finché tutto resta impunito – conclude – questa città continuerà a scivolare nel degrado». Un allarme che, alla luce degli ultimi episodi, non può più essere ignorato.
Parole dure, quelle di Alfieri Carbone, che la redazione di Brundisium.net comprende e condivide. Il susseguirsi di furti d’auto nell’area del PalaPentassuglia impone una riflessione seria e, soprattutto, interventi concreti e immediati.
È evidente la necessità di porre un argine definitivo a un fenomeno che mortifica i cittadini, danneggia l’immagine della città e scoraggia la partecipazione agli eventi sportivi. Inutile nasconderlo, significherebbe prendere in giro tutii: le misure finora adottate si sono rivelate insufficienti: serve un cambio di passo, fatto di controllo costante, coordinamento e presenza reale sul territorio.
Per questo la redazione rivolge un appello al nuovo Prefetto, affinché la questione venga posta con urgenza al centro dell’agenda per la sicurezza urbana. Garantire la tutela dei cittadini e il rispetto della legalità, soprattutto in luoghi pubblici e in occasione di eventi molto partecipati, è una priorità che non può più essere rinviata.
