March 6, 2021

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Mercoledì, 27 gennaio p.v, alle ore 10.30, nel Salone di Rappresentanza della Provincia, sarà celebrato il “Giorno della Memoria”, in ricordo delle persecuzioni del popolo ebraico e dello sterminio nei campi nazisti dei deportati militari e civili italiani.
La manifestazione, in conformità a quanto prescritto dal Ministero dell’Interno, si svolgerà nel rispetto delle misure previste dalle disposizioni sul distanziamento sociale e delle indicazioni fornite dal DPCM del 14 gennaio 2021.
Le riflessioni su questa triste pagina della storia italiana e mondiale vedranno la partecipazione degli studenti degli Istituti d’Istruzione Secondaria, collegati in modalità streaming.
Nel corso della cerimonia saranno consegnate quattro “Medaglie d’Onore” alla memoria di cittadini residenti nella provincia di Brindisi.
Queste le motivazioni:

MEDAGLIA D’ONORE AL SOLDATO DEL REGIO ESERCITO ITALIANO ALFIERO DELLA PASQUA, CLASSE 1921;
ALFIERO DELLA PASQUA E’ CHIAMATO ALLE ARMI IL 9 GENNAIO DEL ’41 E, DOPO VARIE DESTINAZIONI SUL TERRITORIO ITALIANO, IL 1° GENNAIO DEL ’43 PARTE PER LA GRECIA, ASSEGNATO AL 41° REGGIMENTO FANTERIA. DOPO UN VIAGGIO VIA TERRA DURATO UN MESE, GIUNGE NEL PAESE ELLENICO, GIA’ DICHIARATO TERRITORIO IN STATO DI GUERRA. IL 2 FEBBRAIO SUCCESSIVO, VIENE ASSEGNATO AL COMANDO DELLA SCORTA AL TRASPORTO DEI RIFORNIMENTI TRA L’ALBANIA E LA GRECIA. IL 9 SETTEMBRE DEL ’43, A SEGUITO DELL’ARMISTIZIO, E’ CATTURATO DAI TEDESCHI E DEPORTATO IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO IN GERMANIA. E’ DESTINATO AL DURO LAVORO NEI PRESSI DI DORTMUND ED ASSEGNATO AD UNA FONDERIA NELLE VICINANZE DI BOCHUM. FURONO MESI DI SOFFERENZE, OLTRE CHE DI SACRIFICANTE LAVORO, IN CUI ALFIERO DOVETTE AFFRONTARE LA FAME, IL FREDDO E CONDIZIONI DI VITA DURISSIME . ALFIERO MANTENNE SEMPRE VIVA LA SPERANZA DI RIABBRACCIARE I PROPRI CARI E QUESTO GLI DIEDE LA FORZA DI RESISTERE. IL 5 APRILE DEL ’45 , VIENE LIBERATO, RIUSCENDO A RIENTRARE DEFINITIVAMENTE A CASA TRA I SUOI CARI NELL’OTTOBRE DELLO STESSO ANNO.

 

“MEDAGLIA D’ONORE AL SOTTOTENENTE DEL REGIO ESERCITO ITALIANO PIETRO D’AMBROSIO, CLASSE 1919.
ARRUOLATO NEL REGIO ESERCITO NEL ’41, L’ANNO SUCCESSIVO E’ AMMESSO AL CORSO PER UFFICIALI . NEL GENNAIO DEL ’43, CON IL GRADO DI SOTTOTENTE, E’ ASSEGNATO AL REGGIMENTO “”CASALE”” DI STANZA PRIMA A TRIESTE E POI A CESENA. NELL’ESTATE DEL ’43 E’ IMPEGNATO SUL FRONTE GRECO . L’11 SETTEMBRE, POCHI GIORNI DOPO LA NOTIZIA DELL’ARMISTIZIO, E’ CATTURATO DALL’ESERCITO TEDESCO NELL’ISOLA DI LEUCADE, A POCHE MIGLIA DA CEFALONIA, IN SEGUITO TEATRO DEL NOTO ECCIDIO. L’UFFICIALE DEL REGIO ESERCITO RIFIUTA DI COLLABORARE CON LE FORZE NAZIFASCISTE, FEDELE AL GIURAMENTO FATTO AL RE. VIENE DEPORTATO NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO. PIU’ VOLTE, NEI SUOI RACCONTI, PIETRO RICORDAVA COME LA PROPOSTA DI ADESIONE FOSSE RIVOLTA AGLI UFFICIALI LASCIATI A DIGIUNO PER GIORNI, DAVANTI A TAVOLE IMBANDITE E CON LA PROMESSA DI AVANZAMENTO DI GRADO . NELL’AUTUNNO DEL 1943 E’ INTERNATO NEL CAMPO DI BENIAMINOW IN POLONIA, DOVE RIMARRA’ FINO AL MARZO DEL 1944, QUANDO SARA’ TRASFERITO, PRIMA NEL CAMPO DI SANDBOSTEL E DOPO IN QUELLO DI WIETZENDORF NEL TERRITORIO TEDESCO. DI QUEI GIORNI DI PRIGIONIA PIETRO RACCONTAVA LE DIFFICOLTA’ QUOTIDIANE, ALLEVIATE SOLO DALLA PRESENZA DEI COMPAGNI, TRA CUI RICORDAVA, CON AFFETTO, LO SCRITTORE GUARESCHI. LA FAMIGLIA CONSERVA APPUNTI DI FILOSOFIA ED ESERCIZI DI TRIGONOMETRIA RIPORTATI SUI LUCIDI INCARTI DELLE MAGRE RAZIONI DI BURRO ASSEGNATE CHE SPESSO, COME RICORDAVA PIETRO, NON ERANO MANGIATE MA APPLICATE SU MANI E PIEDI PER EVITARNE IL CONGELAMENTO. UN’ULTIMO RICORDO CHE SEGNA LA FINE DELLA SUA ODISSEA E’ LA COMMOVENTE LETTERA INVIATA ALLA MADRE, NEL MAGGIO DEL ’45, IN CUI COMUNICAVA LA SUA LIBERAZIONE : “”CARISSIMI.. FELICISSIMO POTERVI COMUNICARE NOSTRA LIBERAZIONE … CONTO RIABBRACCIARVI MOLTO PRESTO. SALUTI AGLI AMICI. A VOI ABBRACCI E BACI . PIETRO”” . RIENTRATO A CASA, SVOLSE LA MISSIONE DI INSEGNANTE, DEDICANDOSI AI SUOI ALUNNI, SOPRATTUTTO A COLORO CHE ERANO CONSIDERATI GLI ULTIMI .. NEL ’63 SPOSERA’ ESTER DA CUI AVRA’ DUE FIGLI IRENE ED ANTONIO.”

MEDAGLIA D’ONORE AL SOLDATO DEL REGIO ESERCITO ITALIANO GIUSEPPE DE FAZIO, CLASSE 1923,
CHIAMATO ALLE ARMI IL 13 GENNAIO DEL ’43 E’ ASSEGNATO AL 10° REGGIMENTO FANTERIA “REGINA ” DI BARLETTA . DOPO UN LUNGO VIAGGIO IN TRENO GIUSEPPE GIUNGE IN GRECIA DOVE E’ IMBARCATO PER COO . DOPO L’8 SETTEMBRE, IL 10° REGGIMENTO DIFENDE L’ISOLA DALL’INVASIONE TEDESCA MA IL 5 OTTOBRE L’ESERCITO ITALIANO SARA’ COSTRETTO AD ARRENDERSI . PICCHIATI E MINACCIATI I SOLDATI FURONO DEPORTATI A RODI , POI A BELGRADO TRA FAME E MALTRATTAMENTI . FURONO PRIVATI ANCHE DELLE SCARPE E COSTRETTI AD INDOSSARE LE ZOCCOLETTE DI LEGNO SENZA CALZE, POI LA DESTINAZIONE SUL CONFINE TRA SERBIA ED UNGHERIA IN UNO STALAG NELLA CITTADINA DI MAGYARKANIZSA, TRA MISERIA E DISPERAZIONE GIUSEPPE FU COSTRETTO A CARICARE CARBONE SUI CONVOGLI E A SPALARE LA NEVE ANCHE CON LE MANI DI GIORNO E A DORMIRE SU TAVOLACCI DI LEGNO DI NOTTE, A RUBARE IL PASTONE DEI MAIALI PER SFAMARSI E ANCORA CON DISGUSTO RICORDAVA L’AVER MANGIATO UN CANE RANDAGIO RITROVATO MORTO DA UN COMPAGNO .”LA FAME E’ PIU’ BRUTTA DEL FREDDO , NON TI FA RAGIONARE” RIPETEVA SPESSO RACCONTANDO LE SUE VICENDE NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO. NEL SETTEMBRE DEL ’44 INSIEME AD ALTRI COMPAGNI GIUSEPPE RIUSCI’ AD EVADERE. PRESO DAI PARTIGIANI DI TITO FU TRASFERITO IN UN CAMPO PER RIFUGIATI A SOFIA DOVE CON L’AIUTO DI UN COMPAESANO “MICCHIO DI TRENUN”, INCONTRATO CASUALMENTE DOPO AVER PERSO LA VIA DI RIENTRO AL CAMPO, RIUSCI’ A TROVARE LAVORO . RIENTRO’ IN ITALIA NEL ’45 SBARCANDO A TARANTO, MA LA GUERRA PER GIUSEPPE NON ERA ANCORA FINITA. IN DIVERSE OCCASIONI RIPETEVA “CHE AVEVA AVUTO PIU’ PAURA DI MORIRE A TARANTO CHE IN SERBIA”. COSTRETTO A STARE IN UN RECINTO CON PIU’ DI 10.000 PRIGIONIERI ITALIANI, POCHISSIMO SPAZIO , SENZA BARACCHE, NE LETTI PER DORMIRE CON CIBO E IGIENE INSUFFICENTI RIUSCI’ A SALVARSI GRAZIE AD UN COMPAESANO ANDATO NEL CAMPO ALLA RICERCA DEL FIGLIO SCOMPARSO .GIUSEPPE RIENTRA FINALMENTE TRAI SUOI CARI CHE A STENTO RIUSCIVANO A RICONOSCERLO . QUALCHE ANNO DOPO SPOSO’ ANTONIETTA CON LA QUALE EBBE DUE FIGLI ANTONIO E MARIA.

 

MEDAGLIA D’ONORE AL CAPORAL MAGGIORE DEL REGIO ESERCITO ITALIANO ROCCO SILVESTRO, CLASSE 1922. CHIAMATO ALLE ARMI IL 20 GENNAIO DEL ’42, FU ASSEGNATO AD IMPERIA, ALLORA TERRITORIO DI GUERRA, IN SEGUITO DESTINATO IN GRECIA POI A CANDIA NELL’ISOLA DI CRETA . I SOLDATI ITALIANI IMPEGNATI A CRETA NON EBBERO NOTIZIA DI CIO’ CHE ERA AVVENUTO IN PATRIA L’8 SETTEMBRE , PER CUI IL 18 SETTEMBRE I TEDESCHI, FINGENDO UNA ESERCITAZIONE CONGIUNTA, ORGANIZZARONO UNA IMBOSCATA, FACENDOLI TUTTI PRIGIONIERI . ROCCO FU CONDOTTO CON I SUOI COMPAGNI IN GERMANIA, NELLO STALAG IV G, VICINO A DRESDA, DOVE LAVORO’ PRESSO L’INDUSTRIA KARL KLEMM COME METALMECCANICO PER LA COSTRUZIONE DI AEREI . INTANTO ROCCO INVIAVA DIVERSE CARTOLINE AI SUOI FAMILIARI, IN QUEI MESI, RASSICURANDOLI SULLA SUA BUONA SALUTE E CHIEDENDO L’INVIO DI VIVERI E VITAMINE. ROCCO NEI SUOI RICORDI, SPESSO, AMAVA RIEVOCARE L’EPISODIO IN CUI, CHIAMATO CON UN SUO COMPAGNO A SEGUIRE I LAVORI NEL GIARDINO DI UN TEDESCO, DIETRO RICOMPENSA DI UN REGALO, SI RITROVARONO AFFAMATI E DENUTRITI IN UN FRUTTETO DI ALBERI DI PERO. NE MANGIARONO A VOLONTA’ ED ALLA FINE DEL LAVORO EBBERO IL DONO PROMESSO …SI TRATTAVA DI UNA PERA!!! ROCCO FU POI LIBERATO A SEGUITO DELL’ARRIVO NEL CAMPO DEI RUSSI E DELLA CONSEGUENTE FUGA DEI TEDESCHI. IL 3 LUGLIO GIUNSE A BOLOGNA, POI AL DISTRETTO MILITARE DI TARANTO E DUNQUE, FINALMENTE, A CASA TRA I SUOI CARI . SILVESTO HA SVOLTO IL RUOLO DI IMPIEGATO PRESSO L’AGENZIA DELLE ENTRATEDI BRINDISI, NEL 54 SPOSO’ ANTONIA CON LA QUALE EBBE TRE FIGLI.

 

Sarà possibile, altresì, seguire la cerimonia tramite collegamento in diretta streaming sul canale Youtube all’indirizzo: https://www.youtube.com/channel/UCKTjit4zzc7RxnnhclGeEyg/videos

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