September 28, 2020

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Giacomo Puccini in un ritratto fotografico (c. 1900) di Mario Nunes Vais (1856-1932). Firenze  Archivi Alinari

Giacomo Puccini in un ritratto fotografico (c. 1900) di Mario Nunes Vais (1856-1932). Firenze Archivi Alinari

Dopo l’applauditissima prima del «Don Carlo», giovedì 20 marzo, alle ore 20.30, come secondo ed ultimo titolo in cartellone al «Nuovo Teatro Verdi» di Brindisi, la stagione lirica tradizionale porta in scena «Tosca» di Giacomo Puccini, una delle opere più conosciute e amate del compositore toscano, in una produzione firmata dall’Amministrazione provinciale di Lecce. La storia d’amore negata con esiti fatali tra Floria Tosca e Mario Cavaradossi è presentata nell’allestimento di un grande regista e scenografo come Enrico Castiglione, sotto la direzione di Marcello Panni alla guida dell’Orchestra Sinfonica «Tito Schipa» di Lecce e con l’eleganza dei costumi di Sonia Cammarata.

Il genio creativo di Giacomo Puccini raggiunge con «Tosca» vertici inesplorati di potenza drammatica: gelosia, passione e tradimento nella Roma papalina dell’Ottocento insidiata dai fermenti rivoluzionari; una città del potere che resiste all’incalzare della storia. La scelta è un dramma circondato dal potere dispotico della polizia dello Stato Pontificio che cerca di soffocare il soffio patriottico e repubblicano di Roma.

 

Rappresentata per la prima volta il 24 novembre 1887 al «Théâtre de la Porte Saint-Martin» di Parigi, il successo dell’opera fu legato soprattutto all’interpretazione nel ruolo della protagonista di Sarah Bernhardt, l’attrice «voix d’or» idolo del pubblico parigino, la prima vera diva della storia del teatro.

L’ambientazione a Roma, nell’atmosfera tesa che segue l’eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia, e la caduta della prima Repubblica Romana, in una data ben precisa, sabato 14 giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo, fa da sfondo al nucleo primario dell’opera: il dramma dell’amore perseguitato. Composta su un libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giocosa (in un primo tempo rifiutato da Alberto Franchetti, un nobile veneziano con qualche ingegno compositivo), tratto da un dramma omonimo di Victorien Sardou, l’opera narra la tormentata storia della cantante Floria Tosca con il pittore Mario Cavaradossi, ostacolata dalle vicende politiche e dalla spregevolezza del capo della polizia pontificia, il barone Scarpia. Puccini aveva dato vita ad un’opera verista e violenta, dominata da figure di una indiscussa sensualità e passione travolgente.

La Tosca

La Tosca

«Tosca» è infatti considerata l’opera più drammatica di Puccini, ricca di colpi di scena ed espedienti che tengono lo spettatore in costante tensione, con personaggi immortali impegnati in arie tra le più vitali e sensuali del melodramma italiano. Scene e musica si intersecano e si sovrappongono nei duetti tra Tosca e Mario nonché nelle tre celeberrime romanze, una per atto («Recondita armonia», «Vissi d’arte», «E lucevan le stelle»), che rallentano in direzione lirica la concitazione della vicenda.

 

Per questa messa in scena è stato scelto un cast d’eccezione dal profilo internazionale. Nel ruolo di Tosca, Nunzia Santodirocco, soprano dalla voce possente, ricca di armonici, capace di deliziare il pubblico con i suoi legati, i suoi portamenti, le connotazioni altamente drammatiche; nei panni del pittore Cavaradossi il tenore Francesco Anile; il barone Scarpia, eroe negativo dalla complessità psicologica affascinante, è interpretato dal baritono Omar Kamata. Completano la compagnia i basso Antonio Mameli (Angelotti), il basso Angelo Nardinocchi (il sagrestano), il tenore Motoharu Takei (Spoletta), il basso Yuki Takahashi (Sciarrone), il basso Matteo Nardinocchi (un carceriere) e Salvatore Saracino nel ruolo del pastorello.
Argomento dell’opera

 

L’azione si svolge a Roma, il 14 giugno 1800, nell’atmosfera che segue la caduta della prima Repubblica Romana.

 

La napoleonica Repubblica Romana è appena stata abolita e sono in corso rappresaglie nei confronti degli ex repubblicani. Fra questi Cesare Angelotti, già console della Repubblica che, evaso da Castel Sant’Angelo, trova rifugio nella Chiesa di Sant’Andrea della Valle. Qui incontra il suo amico pittore Mario Cavaradossi che gli assicura aiuto e collaborazione. Il colloquio fra i due è interrotto dal sopraggiungere della cantante Floria Tosca, amante del pittore, che si lascia andare ad una scenata di gelosia perché si accorge che il volto di Maria Maddalena che Mario sta dipingendo è quello della marchesa Attivanti. Dopo essere stata rassicurata dal pittore, Tosca lascia la chiesa e i due amici fuggono via.

 

Il resto della storia si sviluppa intorno al personaggio del barone Scarpia, capo delle Guardie Pontificie il quale, venuto a conoscenza dell’intesa fra il fuggiasco ed il pittore, ordisce una trappola per conseguire il duplice obiettivo di sedurre Tosca e catturare Angelotti. Fa dunque arrestare Cavaradossi con l’accusa di cospirazione e poi costringe Tosca, con la promessa di un salvacondotto per il suo amato, a promettersi a lui ed a rivelare il nascondiglio di Angelotti.

 

Tosca cede al ricatto ma, non appena ottenuto il documento, estrae un coltello ed uccide Scarpia. Corre dunque a salvare il suo uomo ma giunge tardi perché, nel frattempo, Mario è stato fucilato. Colta dalla disperazione, Tosca si toglie la vita gettandosi nelle acque del Tevere.
Si comincia alle ore 20.30 Durata spettacolo (tre atti): 120 minuti più due intervalli

Per tutte le informazioni www.fondazionenuovoteatroverdi.it e tel. (0831) 229230 – 562554

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