November 23, 2020

Brundisium.net
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De Mola-Antonucci (F.I.):Il governatore Emiliano aveva garantito che le USCA sarebbero entrate in funzione il 23 aprile scorso.
Data mai rispettata, tant’è che ad oggi le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, ossia unità costituite da medici nel monitoraggio domiciliare dei pazienti positivi al Covid-19 che non necessitano il ricovero ospedaliero non sono ancora operative. A confermare un ritardo nella attuazione di questo servizio è anche il report pubblicato dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma.
La Regione avrebbe dovuto istituire presso le AA.SS.LL. pugliesi le USCA, volte quindi ad implementare la gestione dell’emergenza sanitaria per COVID-19 in quei pazienti con sintomi da coronavirus lievi presso il proprio domicilio.
L’applicazione della delibera regionale si è tradotta in un nulla di fatto.
Ma c’è di più.
Nonostante alcuni medici avessero dato la disponibilità per far parte delle USCA, a causa della pessima gestione organizzativo-sanitaria del Presidente-assessore Emiliano, le USCA non sono ancora attive anche perché i medici non sono stati dotati dei DPI necessari per svolgere l’attività di assistenza territoriale e domiciliare in piena sicurezza.
Il governatore pugliese non è riuscito nemmeno a garantire le auto aziendali per consentire ai medici di raggiungere il domicilio del paziente contagiato dal coronavirus. Va da sè che l’utilizzo di auto private è fortemente sconsigliato al fine di arginare la diffusione del virus e minimizzare così il numero dei contagi.
La Regione Puglia, per ovviare a questa situazione complessa, non riuscendo a garantire sicurezza agli operatori sanitari delle USCA e senza dare spiegazioni in merito, ha predisposto una piattaforma online attraverso cui i medici possono fornire assistenza al paziente rimanendo a distanza. Una brutta copia di un servizio di telemedicina privo di qualsiasi strutturazione formale. Infatti emergono già due problematiche importanti: in primis il fatto che l’assistenza con il medico avvenga in videoconferenza non può essere garantita a tutti, in quanto i pazienti più anziani o chi non ne dispone dei mezzi, difficilmente riuscirebbero ad accedere alla piattaforma.
Ancora una volta Emiliano fa ingiustamente differenza tra pazienti di serie A e pazienti di serie B.
Altra conseguenza negativa è che, a quanto pare, tale piattaforma sia gestita da un privato; ciò crea non pochi problemi da un punto di vista della tutela della privacy nella gestione del dato sanitario. E se pensiamo che finanche l’App Immuni gestita dal Ministero della Salute, per i medesimi motivi, è utilizzabile su base volontaria, la gestione approssimativa di questa piattaforma online è fonte di grosse preoccupazioni per i cittadini pugliesi. Piattaforma che, ricordiamo, non è stata ancora attivata.
Emiliano dovrebbe forse contestualizzarsi nel tempo e nello spazio e fare molta attenzione al binomio privacy-sanità, rispettando la normativa in materia di trattamento dei dati personali e sensibili nel settore sanitario.
L’approssimazione e l’improvvisazione, soprattutto in una situazione così complessa e delicata, non è più consentita.”

 

Pietro Guadalupi – ex Presidente del Consiglio Comunale di Brindisi:Abbiamo appreso dagli organi di stampa la notizia relativa alla comunicazione ufficiale, giunta al personale ospedaliero dal direttore sanitario del “Perrino” Antonino La Spada, con cui si stabilisce che l’esecuzione di tamponi è sospesa fino a data da destinarsi a causa dell’esaurimento dei reagenti.

Un fatto di una gravità assoluta, soprattutto se si considera che a livello mondiale proprio i tamponi vengono indicati come l’unica fonte di prevenzione per arginare la pandemia. Tra l’altro, pare che l’assenza di reagenti fosse nota ormai da giorni.

Sarebbe interessante sapere se il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, nella sua veste di massima autorità sanitaria locale e di presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl, è a conoscenza di questa grave lacuna, se è consapevole dei rischi che comporta la non conoscenza di eventuali contagi e se ha letto che proprio oggi sono stati denunciati quattro nuovi casi di positività nel reparto di pneumologia.

Del resto, era stato proprio Rossi, al termine di una video conferenza con il Presidente della Regione Puglia Emiliano, a diffondere la notizia di uno screening esteso a tutto il personale sanitario del Perrino e delle rssa. A questo punto, cosa conta di fare a tutela della salute dei cittadini e, in particolare, di operatori sanitari e di pazienti del Perrino?”

 

RISPOSTA DELL’UFFICIO STAMPA ASL BR

Partita oggi a Ceglie Messapica la prima delle Usca in provincia di Brindisi. Ad annunciarlo il direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone: “in questo frangente – dice – ringrazio i medici di medicina generale, il segretario regionale Fimmg, Donato Monopoli, e il direttore del Distretto di Francavilla Fontana, Franco Galasso”.
Le Unità speciali di continuità assistenziale, coordinate dai direttori dei distretti e dai medici di medicina generale, si occupano dell’assistenza domiciliare dei malati di Covid che non hanno bisogno di ricovero in ospedale: al momento sono 50 i pazienti positivi nel domicilio, in tutta la provincia di Brindisi. Ciascuna squadra è composta da due medici e ha ricevuto in dotazione i dpi previsti (tute, visiere, occhiali, mascherine chirurgiche e Ffp2, guanti).
Sul problema della carenza di reagenti, invece, interviene il direttore dell’Unità operativa di Patologia clinica, Angelo Santoro, responsabile dei due laboratori del Perrino e del Di Summa.
“La scarsità dei reagenti – dice – è un problema a livello mondiale: il commissario straordinario Domenico Arcuri, come è noto, ha annunciato una richiesta di offerta alle aziende nazionali e internazionali proprio per acquistare i reagenti. Il problema dei ritardi dell’approvvigionamento in ragione del fabbisogno complessivo internazionale e nazionale – prosegue Santoro – può comportare una sensibile riduzione della capacità produttiva dei laboratori e l’allungamento dei tempi di refertazione. D’altra parte, con il potenziamento dell’attività di screening le richieste di analisi sono progressivamente aumentate e abbiamo cercato di elevare al massimo lo standard dei nostri laboratori, con un numero di test che è arrivato anche a 243 campioni esaminati in un giorno. Dal primo al 9 maggio – conclude – abbiamo effettuato 1.676 test”.
“Il Servizio di Igiene e Sanità pubblica – rassicura il direttore generale, Giuseppe Pasqualone – continuerà a gestire l’attività di screening degli operatori sanitari. La programmazione di tamponi resterà invariata e la direzione medica del Perrino, su richiesta della direzione generale, trasferirà da domani le esigenze dell’ospedale al direttore del Sisp. I campioni saranno processati in altri laboratori, come per esempio il Centro studi medici Mardighian. Ricordiamo, inoltre, che esiste una rete regionale di laboratori autorizzati a effettuare analisi per tutte le Asl pugliesi”.
Il direttore generale sottolinea, infine, che nel corso dell’attività di screening sugli operatori sanitari sono emersi quattro casi di positività nel reparto di Pneumologia dell’ospedale Perrino. “Con l’aumento dei tamponi sul personale – dice Pasqualone – riusciamo a trovare un maggior numero di soggetti positivi, quasi sempre asintomatici. Il numero di pazienti è invece in calo e i reparti Covid – continua – verranno progressivamente dismessi. Dopo la chiusura come reparto Covid di Medicina interna, il prossimo dovrebbe essere proprio Pneumologia. Resteranno attivi il reparto di Malattie infettive e la Rianimazione”.

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