October 24, 2020

Brundisium.net
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Nella mattinata odierna i militari della sezione Polizia Marittima della Guardia Costiera di Brindisi congiuntamente agli Agenti della Squadra Nautica della Polizia di Stato della Questura di Brindisi, nel corso di una specifica attività di tutela delle risorse ittiche e di contrasto della commercializzazione illegale di prodotto ittico, hanno effettuato un sequestro di bianchetto (così chiamata la sardina allo stadio neonato, al di sotto della taglia minima consentita) illegalmente venduto per le vie dei quartieri Commenda e Santa Chiara del Comune capoluogo.

 

Nella mattinata odierna, un privato cittadino aveva segnalato al 113 la presenza di venditori abusivi. Il personale della Squadra Nautica ha provveduto nell’immediato a contattare i militari della Guardia Costiera, riuscendo ad intervenire in maniera congiunta in più punti di improvvisata vendita. L’attività ha comportato il sequestro di un cospicuo quantitativo di c.d. “schiuma di mare” (novellame di sardina – sardina pilchardus), immediatamente distrutta in presenza e contraddittorio dei trasgressori, ai quali è stata peraltro comminata una cospicua sanzione amministrativa proporzionale al peso di prodotto detenuto o commercializzato, prevista nell’importo da un minimo di € 1.000 fino ad un massimo di € 75.000, oltre all’applicazione della sanzione accessoria di sospensione, nel caso di esercizio commerciale, nella misura massima di 10 giorni lavorativi.

 

Si ricorda che alla stessa sanzione soggiace anche l’incauto acquirente che effettua l’acquisto di tale prodotto ittico, la cui cattura, detenzione e commercializzazione è assolutamente vietato dalle vigenti norme poiché si tratta di pesce allo stato giovanile.

 

L’attività sinergica posta in essere ha permesso di constatare ancora una volta quanto sia invalso il malcostume di commercializzare e consumare ciò che è considerata, a torto, una prelibatezza, incoscienti del fatto che tale comportamento si traduce in un grave danno all’ecosistema marino oltre che esporre a grave rischio la salute pubblica, proprio in relazione alle inesistenti condizioni igienico-sanitarie in cui la vendita è effettuata.

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