April 15, 2021

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L’assessore al lavoro Sebastiano Leo, ha ribadito l’impegno morale della Regione nei confronti dei lavoratori socialmente utili (LSU), una platea complessiva di 539 lavoratori censiti dalla funzione pubblica, 333 dei quali rientrano fra quelli per i quali i Comuni al momento hanno presentato istanza di stabilizzazione. Lo ha dichiarato nel corso delle audizioni sul tema, nella VI Commissione presieduta da Donato Metallo.

“Si tratta di vero e proprio caporalato di stato – ha detto Leo – dobbiamo però aspettare il 31 marzo termine entro il quale i Comuni dovranno inviare i dati effettivi sui numeri”.

L’assessore ha sottolineato che non sono previste stabilizzazioni al momento per il 2022, mentre come è noto per il 2021 nella legge di bilancio votata in Aula a fine dicembre 2020, sono inserite misure per l’assunzione degli Lsu con contratto a tempo indeterminato in presenza di specifici requisiti.

Sebastiano Leo ha chiesto lo sforzo ai sindacati ed alle province perché sollecitino i Comuni in modo da essere pronti il prossimo primo aprile.

L’assessore Leo ha confermato l’impegno e la sensibilità nei confronti di questi lavoratori, sottolineando che la Regione sta lavorando al recepimento di ulteriori risorse, ma si tratta di un percorso tutto da costruire sul quale non si possono dare certezze. “E comunque – ha concluso l’assessore – lavorerò al fianco del Governo e del ministro Orlando, perché si facciano a livello centrale, maggiori sforzi economici di investimento per questa platea di lavoratori”.

Il presidente Metallo ha aggiornato la Commissione al 24 marzo prossimo per un ulteriore aggiornamento.

“Faro acceso – ha detto Metallo – continuerà il proficuo lavoro di confronto istituzionale che abbiamo intrapreso su questo ed altri temi importanti per la nostra regione”.

Nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli.
“Utili ma pagati poco. Sono 333 in tutta la Puglia i Lavoratori Socialmente Utili stabilizzati ma con uno stipendio da 680 euro netti. Una cifra non dignitosa lavoratori che rappresentano davvero una risorsa per molte Pubbliche Amministrazioni. Per questo motivo, da sindaco di Ceglie Messapica ho sempre sentito il dovere di integrare con risorse comunali aggiuntive lo stipendio loro retribuito, in maniera che i lavoratori del mio Comune potessero contare su un’entrata mensile in grado di sostenere la propria famiglia. Ma negli ultimi mesi è stato difficile poter sostenere l’integrazione salariale da parte non solo del Comune di Ceglie Messapica, ma anche di altri enti. E molte volte mi sono sentito dire da questi operai che stanno percependo 680 euro che con il reddito di cittadinanza, senza lavorare, avrebbero avuto una cifra maggiore.
Per questo oggi sono contento del risultato ottenuto in Seconda Commissione regionale e per l’impegno assunto dagli assessori al Personale, Gianni Stea, e al Lavoro, Sebastiano Leo, di stanziare per la Regione Puglia 178mila euro al mese dal primo aprile e fino alla fine dell’anno, per poter rimpinguare il loro stipendio con altri 500 euro lordi.
Ho già concordato con l’attuale sindaco di Ceglie Messapica, Angelo Palmisano, la necessità per i nostri lavoratori di riportare lo stipendio alla cifra che percepivano in precedenza, ovvero 1.100 euro netti al mese. Sono operai che fanno la differenza con il loro lavoro e meritano il rispetto del Comune prima ancora che dei bei principi”./comunicato

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