November 24, 2020

Brundisium.net
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Cara amica/o,

 

mi sono accorto che dirti che il motivo principale del mio allontanamento dalla rete è stato di natura lessicale potrebbe apparire supponente oltreché leggermente snob e per questo ho bisogno di chiarire subito che non è la “qualità” grammaticale della lingua italiana usata ad allontanarmi.

 

Ai “fa”, “po” , “ne”, “di” e altri simpatici monosillabi usati in stravagante libertà di accenti mi sono già abituato, al “qual è” unito o apostrofato o senza accento non faccio più caso, delle incidentali mai chiuse non mi accorgo neanche più, so che non troverò mai un punto e virgola che ci azzecca o i due punti a fagiolo, mi sono assuefatto alla circostanza che le virgole e i punti compaiono, nella maggior parte dei casi, con atteso stupore un po’ come i numeri del superenalotto e la confusione fra voci dei verbi avere o essere e congiunzioni oramai le considero peccati veniali.

 

Quindi se fosse solo per la forma sarei ancora lì.

 

Il problema è invece la sostanza che quella forma presuppone e sottende; una sostanza fatta di arroganza spacciata per consapevolezza e di accuse e livore spacciati per impegno civile ed indignazione.

 

Vedi, cara amica/o di facebook, non c’è discussione nella quale non ci sia il cretino di turno che, oltre che fottersene allegramente della lingua italiana, si avventura in discussioni specialistiche con lo stesso slancio con cui ognuno di noi maschietti propone la propria formazione per la squadra di calcio ai mondiali.

 

Ognuno ha certezze da vendere purchè politicamente corrette: mentre tutto si frantuma e si diversifica, mentre la realtà si complica, mentre una intera umanità in trasloco si interroga su cosa gettare via e su cosa portare con sé, mentre ogni giorno si comprendono sempre più nuove ed evidenti differenze, insomma, mentre tutto è più difficile, lo scemo virtuale indignato ha certezze.

 

Confrontarsi con questi nuovi barbari del punto esclamativo è divenuto per me oramai insopportabile.

 

Una schiera di imbevuti e narcotizzati da ore di “Piazza Pulita”, “Di martedì”, “Le iene”, “Non è l’arena”, “Gabbia” e “Dalla vostra parte”, resi oramai abbastanza rancorosi e settari, pronti a sostenere qualsiasi discussione avendo certezze granitiche consacrate dalla tv e decisi ad attuare vendette estreme, si riversa, con adrenalina a mille, sulle discussioni in rete come ultimo ed estremo baluardo per un’azione risanatrice e definitiva di tutti i mali del mondo.

 

Nessun dubbio, nessun tentennamento!

 

Che ciò che è stato detto in tv sia vero viene costantemente e quotidianamente certificato da un qualificato parterre di opinionisti del calibro di Alessandro Gassman e Sabrina Ferilli sulla crisi della sinistra, da Riccardo Scamarcio che discute con Di Battista di euro e comunità europea e poi ancora Alba Parietti, Anna Foglietta, Insinna, Mammuccari, Belen ed altre vette del pensiero contemporaneo che affiancano con ben altra attenzione scienziati, filosofi ed economisti.

 

Da questa miscela di certezze, livore, indignazione, invidia e grillismo, nasce un linguaggio al limite del demenziale con il quale chiunque (ma proprio chiunque) discetta spandendo per la rete convinzioni ferree su qualsiasi argomento; dall’Ilva ai vaccini, dalla Tap alle pensioni, dall’inquinamento ai microchip sottopelle, dagli interessi dell’U.S.A. nella guerra nucleare prossima ventura alla nuova frontiera dei bit coin.

 

Mi accorgo di essermi dilungato e ti chiedo scusa ringraziandoti per la pazienza che hai dovuto dimostrarmi assieme al tuo affetto.

 

Cercherò di venire al punto della questione che mi interessa nella mia prossima lettera.

 

Per ora ti giunga il saluto del tuo
Apunto Serni.

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