July 25, 2021

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Lo spettacolo. Marco Paolini arriva a Brindisi con il suo «ITIS Galileo», l’approfondimento sul padre della scienza moderna scritto insieme al drammaturgo Francesco Niccolini. Lo spettacolo, che ha per protagonista il grande affabulatore e monologhista bellunese e andrà in scena al Nuovo Teatro Verdi il prossimo martedì 11 febbraio (ore 20.30), non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la storia di Galileo Galilei e del Seicento, ma indaga sulla discussione a tre fra fede, ragione e superstizione.

Le promozioni. Anche per «ITIS Galileo» la Fondazione Nuovo Teatro Verdi propone la promozione del biglietto a 10 euro per un numero massimo di venti posti, messi a disposizione, fino a esaurimento, il giorno dello spettacolo (apertura botteghino dalle ore 11 alle 13 e dalle 19.15).
Il prezzo speciale di 10 euro è riservato anche a tutti i genitori degli studenti che parteciperanno allo spettacolo e che andranno al botteghino il giorno stesso con il biglietto del proprio figlio.

Il titolo. «Per i più Galileo è lo scienziato del cannocchiale, dell’abiura – dice Paolini –, per noi è molto di più e abbiamo pensato a questo allestimento proprio per cercare di far capire al pubblico il suo spessore intellettuale. La chiave sta nel titolo: ITIS sta per Istituto Tecnico Industriale Statale, come a dire che io la prendo bassa, non dal liceo, e per spiegarla a me scelgo parole e modi che tutti riescono a capire».

Il preambolo. Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro che Paolini e Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo. Il fondatore del pensiero scientifico, quello che Calvino considerava «il più grande scrittore della letteratura italiana di ogni secolo», infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. L’obiettivo di Marco Paolini con questo spettacolo teatrale è di coinvolgere nel ragionare, non solo nel raccontare, arrivare a una situazione in cui il pubblico non sia seduto tranquillo, sapendo di dover fare lo spettatore e basta. Va in scena a teatro un dialogo, anche se non proprio sopra i massimi sistemi, ma almeno su di un “minimo comune e multiplo”.

Le parole di Paolini. «Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro – spiega Paolini -. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, quattrocento anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà».

Le domande. Ecco allora gli interrogativi che sorgono nel chiamare in causa Galileo. La ragione ha perso appeal? La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste? La riflessione attraversa la biografia e la genialità di Galileo che, in mezzo a mille “resistenze”, ebbe la forza di guardare oltre. Percepiva uno stipendio da fame, 60 scudi all’anno per mandare avanti una famiglia numerosa, è stato «il primo precario della storia», eppure questo non gli impedì di formulare una rivoluzione e scrivere il libro che la dichiarava: tutto ruota intorno al Sole.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 130 minuti più intervallo
Per tutte le informazioni www.fondazionenuovoteatroverdi.it e tel. (0831) 229230 – 562554

Ufficio Stampa & Comunicazione
Fondazione Nuovo Teatro Verdi Brindisi

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