January 16, 2022

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Una nota del consigliere Maurizio Bruno (Presidente del Comitato regionale permanente della Protezione civile)

La Puglia è in Zona Rossa. No, non quella del Covid, ma quella, non meno drammatica, dei morti sul lavoro.

Con 67 persone uccise dalla scarsa sicurezza sul proprio posto di impiego, la Puglia è tra le Regioni italiane con il maggior numero di “morti bianche”, in tutto il 2021.

Tanto, appunto, da essere classificata dall’Osservatorio sulla Sicurezza Vega in Zona Rossa assieme a Campania, Basilicata, Umbria, Molise, Abruzzo, Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige.

Tutto il 2021 è stato un anno in rosso. Anzi nero.

Nei soli primi 10 mesi dell’anno i morti sul lavoro registrati in tutto il Paese sono stati più di 1.000. Per la precisione 1.017. E mancano ancora al drammatico appello tutte le vittime che abbiamo avuto nel mese di novembre e che purtroppo avremo entro la fine del mese.

È una cifra enorme. Significa che in Italia muoiono sul lavoro, anzi di lavoro, circa 3 persone ogni giorno. Tre. Ogni giorno.

E questo nonostante negli anni il lavoro sia molto cambiato, per non dire che si è proprio fermato come in molti casi per via della Pandemia.

Non è un andamento da paese civile. La produzione non può venire prima della sicurezza, della vita umana. E l’impresa non può approfittare della necessità del dipendente per guadagnare un ulteriore margine a discapito della sua sicurezza.

Tutto questo non è più tollerabile.

Per questo chiederò nelle prossime ore al presidente della Commissione Sviluppo Economico di convocare in audizione Inail e sindacati per valutare lo stato della sicurezza sul lavoro in Puglia e le strategie da intraprendere per arginare questa piaga.

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