October 30, 2020

Brundisium.net
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Vergogna. Vergogna. Vergogna.

Non ho altre parole. Ciò che è accaduto durante il consiglio regionale del 28 e 29 luglio 2020 è tra le pagine più brutte, se non la più brutta scritta nella regione Puglia. Non mi sento di dire “nostra regione” o “nostra giunta/ consiglio regionale” perché mi sento esclusa. Io, donna e cittadina, vedo negato il mio diritto di essere “candidata a norma di legge”, per quanto sancito dalla legge 20/2016 che stabilisce le pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive e non per assicurare il rispetto della “quota rosa”. Alle prossime elezioni regionali per quello che rappresento, per quello che sono, non potrò portare il mio impegno ai tavoli di maggiore valenza perché si vede che la mia voce è scomoda, perché sottolinea la pochezza, la stupidità e l’inettitudine di coloro che ancora oggi discriminano, ghettizzano e perché no… bullizzano. E dispiace, dispiace tanto constatare come purtroppo, ancora oggi, questo intento non sia chiaro ad alcune donne che si rendono così complici di questa resa dei conti in negativo per tutte noi. Non è bastato l’intervento del premier Conte e non è bastata la successiva diffida da parte del governo. Non posso credere che tutto ciò stia accadendo.

 

Vergogna. Vergogna. Vergogna.

 

Anche io mi vergogno ma per voi che avete scelto di negare il diritto di tutte le donne e mi sento profondamente addolorata nel constatare ancora una volta le spaccature, i “no” senza valide alternative, e l’assenza di una visione più ampia che porta a comprendere che in questo modo si fa il gioco di quelli che fanno mancare il numero legale, di quelli che presentano 2000 emendamenti ma ti hanno detto “sono con voi”, di quelli che “è meglio che restate a casa”, di quelli “perché non sorridi un po’ di più e ti rilassi?”. Perché questo accade. Pochi sono ancora gli uomini che in maniera convinta e fattiva discutono e si battono ai tavoli nazionali per le donne ma dalle donne ci aspettiamo altro. Auspico un atteggiamento culturalmente rivoluzionario che avrà come unico obiettivo l’affermazione dei nostri diritti negati e vada oltre gli stereotipi di destra e sinistra che mirano soltanto ad una mera frantumazione finalizzata all’indebolimento di tutte le donne.

 

Anna Maria Calabrese – Presidente Commissione Pari Opportunità – Brindisi

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