January 5, 2026

Con l’inizio del nuovo anno, in Puglia scatta puntuale la corsa agli sconti. I saldi invernali 2026 hanno preso il via sabato 3 gennaio e si protrarranno fino al 28 febbraio, per un totale di quasi due mesi di ribassi su abbigliamento, calzature, accessori e altri beni stagionali. La data è stata confermata dalla Regione Puglia, in linea con la normativa che fissa l’avvio delle vendite di fine stagione nel primo giorno feriale precedente l’Epifania.

 

Si tratta di un appuntamento centrale per il commercio locale e per i consumatori, che possono programmare gli acquisti con maggiore chiarezza, confrontare i prezzi e cogliere occasioni mirate. La finestra temporale, valida su tutto il territorio regionale e anche per le attività con canali di vendita integrati, punta a distribuire la domanda nel corso delle settimane, evitando concentrazioni eccessive nei primi giorni.

 

Un contesto economico complesso

Secondo Confesercenti Brindisi, le vendite natalizie hanno mostrato un andamento disomogeneo. Il comparto alimentare continua a crescere, sostenuto dai consumi domestici e dalla tradizione delle festività. Più difficile la situazione per moda e accessori, penalizzati dal peso crescente delle promozioni anticipate, dal Black Friday e dalla concorrenza online, fattori che comprimono i margini e sottraggono clientela al commercio di prossimità.

Proprio in questo scenario si inserisce l’anticipo dei saldi al 3 gennaio, tre giorni prima della data tradizionale del 6. Una scelta che Confesercenti e Fismo contestano da tempo: partire così presto, a soli tredici giorni dall’inizio ufficiale dell’inverno, indebolisce le vendite natalizie e svuota il significato stesso di “fine stagione”. Gli operatori segnalano effetti distorsivi noti: confusione tra prezzi pieni, promozioni e saldi, sfiducia dei consumatori e svalutazione del prodotto, con il rischio di rincari iniziali per compensare sconti anticipati. Da qui la richiesta di un calendario più coerente o, in alternativa, di un intervento su fiscalità e costo del lavoro per rendere sostenibile il settore.

 

Le attese del mercato

Uno sguardo più ottimista arriva da Confcommercio, che pur evidenziando le perplessità legate alle condizioni climatiche e all’avvio precoce dei saldi, richiama i dati dell’Ufficio Studi: sedici milioni di famiglie pronte ad acquistare, una spesa media pro capite di 137 euro e un giro d’affari stimato in 4,9 miliardi di euro. In pratica, sei italiani su dieci faranno shopping approfittando degli sconti.

Gli articoli più richiesti restano i capi di abbigliamento, seguiti da calzature, accessori e articoli sportivi. Il negozio fisico mantiene un ruolo centrale: solo una minoranza degli acquirenti dichiara di voler comprare esclusivamente online, mentre la maggior parte continua a preferire le attività di vicinato.

A Brindisi e in provincia, tuttavia, pesa una crisi economica segnata dalle incertezze legate alla deindustrializzazione. Un fattore che potrebbe frenare quella quota di consumatori che acquista spinta più dalla convenienza che da un reale bisogno. «La perdita di posti di lavoro e il rischio che il fenomeno si ampli nel 2026 scoraggiano gli acquisti», sottolinea il presidente di Confcommercio Brindisi, Gianni Corciulo, ricordando l’impegno dell’associazione nei processi di riconversione economica del territorio.

 

Regole e consigli per acquisti consapevoli

Durante i saldi torna centrale il tema della trasparenza dei prezzi. I commercianti sono tenuti a indicare chiaramente prezzo iniziale, percentuale di sconto e prezzo finale. Ribassi eccessivi su prodotti di stagione possono nascondere merce datata o pratiche poco corrette.

Per i consumatori, alcuni accorgimenti aiutano a evitare delusioni:

Pianificare gli acquisti, partendo da un inventario del guardaroba e puntando su capi durevoli e senza tempo.

Informarsi sul cambio merce, che nei saldi non è obbligatorio per legge.

Conservare sempre lo scontrino, indispensabile per far valere la garanzia su prodotti difettosi.

Attenzione alle truffe, online e offline: verificare l’affidabilità dei siti, monitorare i prezzi nei giorni precedenti e preferire pagamenti tracciabili.

Se affrontati con consapevolezza, i saldi invernali 2026 possono restare un’occasione utile sia per i consumatori sia per il commercio locale, in un equilibrio delicato tra convenienza, trasparenza e sostenibilità economica.

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