October 27, 2020

Brundisium.net
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In data odierna, il personale addetto al monitoraggio del Consorzio di Gestione della Riserva Naturale dello Stato ed Area Marina Protetta di Torre Guaceto ha scoperto un tentativo di pesca di frodo.
Due uomini sono stati beccati in flagrante intorno alle 17. Dopo aver fatto accesso all’area protetta con un veicolo, uno era rimasto sul promontorio della torre aragonese di vedetta, l’altro, con tanto di attrezzatura da sub, si era calato nella laguna, in piena zona di riserva marina integrale.
Lì dove, per via dei delicati habitat presenti, non è possibile neanche la balneazione.
Il personale dell’ente si è immediatamente rivolto agli uomini del Nucleo di vigilanza ambientale della regione Puglia che erano già all’interno delle riserva per un controllo.
Nel giro di pochi minuti, è sopraggiunta la pattuglia ed il “palo” ha allertato, urlando, il pescatore di frodo e questi ha raggiunto la riva. I due soggetti sono stati immediatamente fermati e gli uomini del Nucleo ambientale, a sua volta, richiesto l’ausilio di capitaneria di porto e carabinieri forestali. L’episodio ricorda quanto sia importante tenere sempre ben alto il livello di controllo dell’area protetta.
“Ringrazio gli uomini del Nucleo ambientale e tutti gli uomini delle forze dell’Ordine intervenuti – ha commentato Corrado Tarantino, presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto -, un plauso ai dipendenti del Consorzio che garantiscono quotidianamente, nonostante le difficoltà, un costante monitoraggio della riserva. Quanto accaduto oggi dimostra, ancora una volta, che c’è purtroppo ancora gente che non ha compreso fino in fondo il valore inestimabile del patrimonio naturalistico custodito da Torre Guaceto e quanto sia importante la tutela di questo ecosistema per il futuro di tutti quanti. Inoltre, è evidente che il Consorzio, da solo, non può arginare del tutto questi fenomeni, abbiamo la necessità che le Autorità preposte esercitino un controllo continuo sull’area”

La Capitaneria di Porto di Brindisi rammenta con l’occasione che l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto si estende per circa 2.200 ha fino alla linea batimetrica dei 50 m, interessando un tratto di costa di circa 8 km di lunghezza, compreso tra punta penna grossa e gli scogli di Apani. Detta superficie marina è suddivisa in tre distinte zone, aventi diverso grado di tutela, ovvero in:
zona a, di riserva integrale, in cui è proibita la navigazione, l’accesso, l’approdo e la sosta di navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, ad eccezione di quelli debitamente autorizzati dall’ente gestore per motivi di servizio nonché per eventuali attività di ricerca scientifica e di visite guidata, precedentemente autorizzate dallo stesso ente gestore. Sono presenti due zone a) dove, dunque, è proibita qualsiasi attività antropica, che possa arrecare danno o disturbo all’ambiente marino.

zona b, di riserva generale, dove sono consentite, spesso regolamentate e autorizzate dall’ente gestore, una serie di attività che permettono la fruizione e l’uso sostenibile dell’ambiente. La balneazione è consentita la balneazione dall’alba al tramonto.

zona c, di riserva parziale, rappresenta la fascia tampone (buffer) tra le zone di maggior valore naturalistico e i settori esterni all’a.m.p.; in tale zona è possibile svolgere, oltre alle attività possibili nelle zone a) e b), anche le attività di pesca e la navigazione. Le attività sopraelencate sono normate dal decreto istitutivo e dal disciplinare provvisorio.

Si confida nella collaborazione di tutti i cittadini per segnalare tempestivamente a questa sala operativa eventuali situazioni attuali e concrete di pregiudizio e/o di condotte illecite a danno dell’ambiente costiero e marino, tramite i consueti canali di comunicazione di cui al seguito:
centralino: 0831521022 – e-mail: istituzionale: inbox.cpbrindisi@mit.gov.it – p.e.c.: cpbrindisi@pec.mit.gov.it – sito web www.guardiacostiera.gov.it/brindisi;
sala operativa: so.cpbrindisi@mit.gov.it – n°blu di emergenza in mare 1530 (solo per
soccorso)

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