April 20, 2024

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In V Commissione le proposte di legge su riqualificazione del patrimonio edilizio e riduzione del consumo di suolo

Incardinate le due proposte di legge iscritte all’ordine dei lavori della V Commissione.
In particolare il progetto di legge a firma Fabiano Amati “Programma eco-casa di riqualificazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente” e quello del consigliere Cristian Casili “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo”.Nella seduta odierna presieduta da Alessandro Leoci, dopo l’accurata illustrazione del testo della proposta Amati da parte dello stesso firmatario, è stato deciso unanimemente di aggiornare i lavori a giovedì prossimo, nella cui seduta saranno ascoltati i rappresentanti di Anci, Ance e degli Ordini professionali.

Nel presentare gli obiettivi della proposta di legge, il consigliere Amati ha puntualizzato che il testo è stato depositato nel febbraio del 2021 e che incombe l’urgenza a provvedere all’esame e successiva approvazione, giustificata soprattutto dal fatto che si ha la necessità di accordare le parole, tanto profuse sulla crisi economica, con gli atti che doverosamente si devono compiere che tengano conto degli aspetti ambientali, produttivi e della legalità.
Amati ha anche ribadito che è noto a tutti il calvario che ruota attorno alla proroga del cosiddetto Piano casa, in virtù dell’impugnazione della legge regionale da parte del Governo davanti alla Corte Costituzionale.
Di provvedimento qualificante ha parlato il consigliere Amati alla Commissione, perché riguarda valori e beni insopprimibili. Infatti, con questo si intende introdurre nell’ordinamento regionale il “Programma eco-casa”, un programma strutturale di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistete, in grado di raccogliere e superare il “vecchio” Piano casa, eliminando però le incertezze normative generate dalla necessità di continue proroghe e adagiato sulla vigente disciplina normativa statale e regionale.
Le finalità del “Programma eco-casa” sono contenute nella riqualificazione, rifunzionalizzazione e riuso del patrimonio edilizio esistente in aree dotate di opere di urbanizzazione primaria e sono funzionali al raggiungimento di alcuni effetti pratici, come l’accoglimento delle esigenze abitative allo stato di difficile soddisfazione; l’accompagnamento a politiche di rilancio demografico; la rigenerazione edilizia con materiali ecologici, idonei al risparmio energetico in un mondo che tendenzialmente richiede aumenti di produzione dell’energia; la vivibilità degli abitati, favorendo attraverso la ritrovata bellezza dei luoghi il senso della storia e della tradizione; la tutela del paesaggio complessivo così come preso in considerazione dal PPTR e dalle sue inderogabili Norme tecniche d’attuazione; la riduzione degli ambiti di discrezionalità amministrativa; la larga produttività senza ricorrere alla spesa pubblica attraverso sussidi o agevolazioni; la raccolta di fondi da oneri di urbanizzazione, senza ricorrere a incrementi di tassazione, per la realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione.
Il raggiungimento di dette finalità è rimesso al protagonismo assoluto dei Comuni e della loro massimo organo elettivo, il Consiglio comunale. Una deliberazione potrà costituire variante semplificata agli strumenti urbanistici, ai sensi della legge 20 del (Norme generali di governo e uso del territorio), ma senza andare in deroga alla pianificazione paesaggistica complessiva del PPTR.
Gli immobili esistenti potrebbero essere interessati ad attività di ampliamento o di demolizione-ricostruzione, nella misura massima rispettivamente del 20 per cento o del 35 per cento.

Nel merito si è espressa anche la dirigente della Sezione urbanistica, la quale ha precisato che l’Assessorato ha predisposto un disegno di legge che attende l’approvazione della Giunta e che si accorda con il testo proposto dal consigliere Amati, in riferimento ai principi richiamati, come la riduzione del consumo di suolo, il risparmio energetico ed in particolare quello relativo alla necessità di disciplinare la pianificazione attraverso gli strumenti urbanistici, il cui ruolo deve ricadere sui Comuni.

“Abbiamo atteso abbastanza. O la Giunta regionale presenta il suo disegno di legge sul Piano casa oppure procederemo con l’esame della nostra proposta.
La decisione unanime della Commissione di procedere con celerità all’esame e all’approvazione di una legge per rendere strutturale il vecchio Piano casa, s’indirizza a solidi principi di sicurezza ambientale, produttività e legalità”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, primo firmatario della proposta di legge Programma eco-casa di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente.

“Dobbiamo superare al più presto la fase d’incertezza derivante dall’impugnazione presentata dal Governo nazionale sulla proroga al 2022 della legge sul Piano casa. A prescindere, infatti, dall’eccellente e robusta difesa tecnica che l’Avvocatura regionale ha presentato alla Corte Costituzionale, c’è la necessità di approdare all’approvazione di una legge strutturale, in grado di mettere a tacere una volta per tutte le spinte ideologiche che attorno alla critica al Piano casa provano a raggiungere prospettive inquinanti, pauperiste e altamente discrezionali.
C’è un imponente settore produttivo ad alta densità di posti di lavoro, come l’edilizia, che ci chiede d’intervenire con urgenza e non possiamo rispondere con l’inerzia.
Per questo auspichiamo che sia presentato entro giovedì prossimo il testo annunciato dalla Giunta regionale, pronti a recepirlo e quindi a ritirare la nostra proposta.
Se ciò non dovesse accadere procederemo con la nostra proposta di programma eco-casa, perché rivolto a rigenerare il patrimonio edilizio nel rispetto del piano paesaggistico, senza consumare suolo, generando risparmio energetico, incentivando la produzione ed evitando istigazioni alla corruzione da attività amministrativa discrezionale”.

/comunicato

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