December 7, 2022

Brundisium.net
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Ricercare la bellezza nel vino attraverso il connubio con l’arte, un seducente incontro tra due percorsi paralleli che racchiude in sé tutta la storia e la cultura di una civiltà. E’ questo il senso del nuovo progetto di Tenute Rubino, R.A.P. (Rubino Art Project), presentato ieri sera nella sede dell’azienda di famiglia guidata da Romina Leopardi e Luigi Rubino. Un’iniziativa che fa seguito ad altri progetti similari che hanno visto protagonista l’arte nelle sue diverse sfaccettature e che è il frutto di una precisa strategia aziendale: quella, cioè, di trovare sempre nuovi spunti per raccontarsi, attingendo da linguaggi e tecniche che puntano ad affermare uno stile identitario nella comunicazione del vino. In questo caso, mettendo in parallelo da un lato la vocazione vitivinicola del territorio brindisino, dall’altro l’arte in tutte le sue espressioni e manifestazioni. La prima edizione del progetto R.A.P. ha come tema “Radici”, inteso come appartenenza ad un passato e ad una civiltà che trova nella terra la sua fonte ispiratrice. Ed è a questo tema che si sono ispirati i 10 artisti pugliesi – già affermati in ambito nazionale e internazionale – che, individuati e selezionati da Ilaria Caravaglio, storica d’arte e curatrice, hanno realizzato le proprie opere che, a partire dal 9 settembre prossimo, saranno protagoniste di una mostra a Palazzo Nervegna. Il tutto, in attesa dell’apertura della nuova sede della cantina dell’azienda Rubino, a Jaddico, che sarà il fulcro di un percorso di arte, bellezza ed esperienza.

Presente anche parte della rosa dei dieci artisti chiamati a rappresentare, ognuno col proprio linguaggio, il tema di questo primo appuntamento con RAP: Dario Agrimi, Mariantonietta Bagliato, David Cesaria, Pierluca Cetera, Giuseppe Ciracì, Francesco Cuna, Emilio D’Elia, Angelo Filomeno, Pierpaolo Miccolis, Ezia Mitolo.

 

“Con un appuntamento annuale – ha detto Romina Leopardi nel corso della conferenza stampa – R.A.P. intende sviluppare, con continuità e costanza, il rapporto con gli artisti contemporanei affidando loro la realizzazione di un’opera dedicata ad un tema – ogni anno diverso – da noi proposto. Abbiamo deciso di partire dal tema ‘Radici’, ovvero la capacità di richiamare in questo concetto tutti gli aspetti che determinano i suoi molteplici significati. Dalle radici culturali che affermano le tradizioni e gli stili di vita delle persone e che ne orientano la sensibilità ed il gusto, sino a toccare altre significazioni connesse al legame con la terra, che nutre e ispira, ma anche con tutto ciò che richiama il ciclo della vita, la natura, il creato. Il nostro obiettivo è quello di realizzare, nel tempo, una vera e propria Collezione d’arte contemporanea – da ospitare negli spazi della nuova costruenda cantina – che possa, attraverso una serie di eventi culturali ed espositivi, rendere ancor più interessante e particolare l’esperienza di visita a Jaddico e nella tenuta agricola sul mare Adriatico, a nord di Brindisi, con oltre 2000 anni di civiltà della vite e di cultura del vino alle spalle”.

 

“Esprimo il mio apprezzamento e la mia gratitudine – ha detto Ilaria Caravaglio – ai dieci artisti che hanno accettato con entusiasmo di essere coinvolti in questo progetto. Non è affatto scontato che persone della loro caratura decidano di partecipare ad una ‘puntata zero’, realizzando delle opere ex novo e su un tema richiesto da terzi. È stato un piacere constatare come abbiano deciso di abbracciare in toto il progetto e di mettersi in gioco su tutta la linea”.

 

Conclusioni, infine, affidate a Luigi Rubino, fondatore dell’azienda di famiglia che si è soffermato sulla costruenda sede delle Tenute in contrada Jaddico: “Sarà la nuova Casa del Susumaniello di Tenute Rubino. Una cantina immersa fra le vigne che guardano il mare Adriatico e che ospiterà sia la produzione che la divulgazione del vino. Sarà, infatti, insieme cantina, sede operativa, produttiva, d’accoglienza, di degustazione, di vendita e sarà ricca di spazi polifunzionali; attualmente la nuova struttura è nel pieno della realizzazione. Tenuta Jaddico è la prima acquisita dalla mia famiglia: un tempo era sede di un grande vigneto e di un importante centro produttivo per contenitori di vino che mio padre Tommaso trasformò in un’importante azienda agricola. Oggi quel progetto, grazie ad un processo di continuo perfezionamento, lo porto avanti con mia moglie e con il supporto delle persone che collaborano con noi. Una storia di famiglia, di amore per la terra e per la ‘bellezza’. E nella bellezza non poteva mancare l’arte, della quale ci serviamo per promuovere non solo il nostro vino, ma anche e soprattutto il nostro territorio”.

 

 

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