April 15, 2024

Brundisium.net

Arpa pugliaEra molto atteso l’incontro pubblico di ieri organizzato a Brindisi da ARPA Puglia per illustrare i principali contenuti di due congressi tenuti lo scorso agosto a Baltimora e riguardanti l’impatto ambientale delle centrali a carbone.

In particolare l’attenzione riguardava soprattutto l’esposizione a cura del Dott. Roberto Giua, Direttore del Centro Regionale ARIA di ARPA Puglia, dei risultati della Valutazione del Danno Sanitario dell’impianto ENEL di Brindisi.

 

E proprio le conclusioni di questa ricerca stanno facendo discutere. E non poco.

Pur non nascondendo le criticità epidemiologiche delle province di Brindisi e Lecce, la ricerca del dott. Giua nega che esse dipendono dalla centrale di Brindisi Sud.

Infatti, “La valutazione del rischio cancerogeno inalatorio delle emissioni 2010 della centrale a carbone Enel di Brindisi evidenzia che, ipotizzando una esposizione costante alle contaminazioni per 70 anni, le probabilità aggiuntive per la popolazione di sviluppare un tumore nell’intera vita risultano inferiori di 1 caso su 10.000”.

Insomma, secondo lo studio dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente, a Brindisi il rischio di contrarre un tumore a causa della Centrale Federico II è molto basso considerato in relazione ad un lungo e costante periodo di contaminazione.

 

 

E se da un lato la ricerca presentata a Brindisi alla presenza del direttore regionale Giorgio Assennato, ha suscitato commenti positivi da Enel e dal Comitato Energia, Ambiente e Territorio, che raggruppa parte dei lavoratori della centrale, dall’altro ha prodotto reazioni di segno opposto dal mondo ambientalista.

 

nac-logoParticolarmente dura la critica presente sul blog dei “No al Carbone“.

Il movimento brindisino sottolinea che “la letteratura scientifica mondiale, da anni ormai, produce studi che riguardano l’impatto negativo delle centrali a carbone sulla salute delle popolazioni circostanti” e che “le indagini epidemiologiche (già esistenti) da diversi anni segnalano nell’area ad alto rischio ambientale di Brindisi un eccesso di mortalità generale e per alcuni tumori in particolare.

Per questi motivi – concludono i No al Carbone – la nuova ricerca di Arpa va bollata come “argomentazione grezza e grossolana, inconsistente e superflua, insomma, in una parola fuffa

 

 

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