March 3, 2021

Brundisium.net
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Dopo aver scavalcato il muro di cinta di un’immobile confiscato alla mafia, sono entrati in cantina, hanno rubato due mezzi agricoli e si sono allontanati dopo aver sfondato la parete di recinzione.
E’ accaduto in Contrada Santa Barbara, a Torchiarolo. Ad essere presa di mira la villa confiscata al boss della Scu Tonino Screti e gestita, assieme ai terreni circostanti, dalla cooperativa “Terre di Puglia – Libera Terra”.

I ladri sono entrati in azione nel fine settimana. La cantina dove erano stipati i mezzi è intitolata alla memoria di Hiso Telaray, ragazzo albanese ucciso nel 1999 da un caporale.

Il furto è stato denunciato ai Carabinieri della stazione di Torchiarolo da Salvatore Spinelli, presidente della cooperativa, che ha consegnato le immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza.

“I trattori rubati nell’immobile confiscato alla mala, in agro di Torchiarolo e gestito dalla cooperativa Terre di Puglia – Libera Terra erano materiale fondamentale per portare avanti i lavori in quei terreni. Ma il furto non fermerà mai la forza che le cooperative mettono nel combattere l’illegalità in tutte le sue forme. Voglio rassicurare gli autori dell’inqualificabile gesto: i lavori si faranno comunque, nel rispetto della dignità dei soci e dei lavoratori che credono nella lotta alla criminalità”.
Così il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo ha commentato l’ennesimo atto delinquenziale ai danni di un immobile confiscato alla criminalità e gestito da anni con dedizione e sacrificio da una cooperativa che ha investito e ridato dignità, bellezza e nuova linfa a luoghi un tempo appartenuto al boss della Sacra Corona Unita Tonino Screti. “Si chiama forza della legalità – conclude Rollo – ed è più tenace di qualsiasi furto, atto vandalico o intimidatorio. Sono sicuro che la cooperativa Terre di Puglia sarà ancora più determinata a rafforzare la sua attività e i valori che la ispirano ogni giorno”.
“Il danno subìto ha solo rallentato i nostri lavori di cura e di produzione nei terreni confiscati alla sacra corona unita, ma non fermerà certo la nostra volontà di continuare a creare lavoro, dare valore alle risorse di un territorio che, seppur con fatica, prova a mostrare le sue straordinarie ricchezze – commenta Salvatore Spinelli, presidente della cooperativa Terre di Puglia Libera Terra. Già questa mattina, le nostre operaie e i nostri operai erano al lavoro nel vigneto di Torchiarolo-San Pietro Vernotico per le potature di stagione, come da programma. Tutto questo non ci scoraggia anche se, purtroppo, in Puglia sono frequenti le azioni tese a osteggiare le attività che valorizzano il riuso sociale dei beni confiscati. La nostra forza è sapere di non essere soli, ma avere nei soci e lavoratori della cooperativa una rete che nell’immediato ha ribadito la propria vicinanza e la propria voglia di continuare un cammino comune ancora con più determinazione”.
“Ancora una volta ribadiamo l’importanza dello strumento del riuso sociale dei beni confiscati e della loro promozione e difesa – Rita Ghedini, presidente di Cooperare con Libera Terra, Agenzia per la promozione cooperativa e la legalità – nel solco della battaglia di Pio La Torre prima e della legge 109/96 per la quale Libera ha raccolto un milione di firme e che il prossimo 7 marzo celebrerà i 25 anni dalla sua nascita”.

Toni Matarrelli, sindaco di Mesagne esprime “solidarietà ai soci della cooperativa “Terre di Puglia-Libera Terra” per il furto subito nelle scorse ore in agro di Torchiarolo.

A loro rinnovo vicinanza e apprezzamento per l’impegno svolto sul territorio in favore di un modello produttivo fondato sui valori della legalità.

Mi auguro che gli inquirenti chiariscano presto le dinamiche dell’accaduto e che la giustizia faccia il suo corso”.

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