November 25, 2020

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Un’ operazione coordinata dell’ Arma dei Carabinieri, mirata al contrasto degli illeciti ambientali, è stata condotta nelle campagne di Fasano, nei pressi della linea ferroviaria Bologna-Lecce.
Dapprima l’ elicottero del 6° Nucleo CC di Bari-Palese ha effettuato una ricognizione della zona, individuando una vasta area in cui presumibilmente erano depositati rifiuti di varie tipologie. Quindi sono intervenuti a terra i Militari della Stazione Carabinieri Forestale di Ostuni e della Stazione Carabinieri di Fasano.
Effettivamente hanno constatato che, su un’ area complessiva di 19.000 metri quadrati, delimitata da muri perimetrali, erano stati accumulati, e poi in parte spianati, ingenti quantitativi di rifiuti, per lo più rivenienti da attività di demolizioni edili.
Frammisti a questi, sono stati individuati anche rifiuti plastici e metallici da demolizioni di autoveicoli. Per le operazioni di spianamento veniva utilizzato un escavatore, presente sul posto.
I Militari dell’ Arma hanno quindi proceduto a deferire alla Procura della Repubblica di Brindisi R.Z., conduttore dei terreni, formalmente appartenenti a più comproprietari, per gestione illecita di rifiuti speciali e discarica abusiva, ai sensi dell’ art. 256, commi 1 e 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006 (“Testo Unico Ambientale”). Infatti, il “gestore abusivo”, domiciliato in un’ abitazione all’ interno dello stesso perimetro, non ha potuto esibire alcuna autorizzazione per l’ attività che stava esercitando.
Considerata la necessità di impedire che l’ azione illecita fosse proseguita, oltre che all’ area trasformata in discarica, sono stati apposti i sigilli anche all’ escavatore, operando un sequestro penale preventivo di iniziativa.

 


Pur essendo impegnati nei controlli sulle attività produttive del territorio, mirati alla verifica del rispetto delle prescrizioni per la sicurezza degli ambienti di lavoro connessa all’ emergenza da COVID-19, i Carabinieri Forestali continuano nel contempo ad esercitare la consueta vigilanza sulle norme a tutela dell’ ambiente.
Così, durante un controllo presso un’ azienda del settore agroalimentare di San Vito dei Normanni, i Militari della Stazione Forestale di Ceglie Messapica hanno individuato una tubazione, della lunghezza di 35 metri, che di fatto scaricava direttamente nella rete fognaria le acque raccolte in una vasca, provenienti dalle operazioni di lavaggio e lavorazione della materia prima vegetale, destinata al successivo confezionamento.
Lo scarico, del tutto abusivo, era utilizzato “by-passando” il depuratore interno, di cui l’ azienda si era dotata, per poter esercitare l’ attività.
I Carabinieri forestali hanno quindi proceduto a sottoporre a sequestro penale la tubazione, ed a deferire alla Procura della Repubblica di Brindisi l’ amministratore unico dell’ azienda, G.G., di anni 58.
Allo stesso è stato ascritto il reato di cui all’ art. 256, commi 1 e 2 del decreto legislativo n. 152 del 2006 (“Testo Unico Ambientale”), per gestione illecita e deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi.

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