April 21, 2026

Sul futuro della chimica di base e dell’impianto di Brindisi, “ieri ho avuto modo di incontrare i rappresentanti della Cgil. Attendiamo che possa essere convocato il tavolo in prefettura alla presenza delle imprese coinvolte, del ministero e delle organizzazioni sindacali. In quell’occasione, se dovessi essere invitato, insieme alla Cgil ribadiremo la necessità di preparare un dossier per la vendita e di nominare un advisor per vendere il cracking di Brindisi”. Lo ha dichiarato il deputato del Partito democratico, Claudio Stefanazzi. “La chimica di base si può salvare vendendo il cracking di Brindisi, non rinunciando sostanzialmente alla produzione in Italia dei componenti. Eni – ha aggiunto – fa resistenza, perché se fosse vera la presenza di acquirenti verrebbe meno quello che l’azienda ha raccontato ai suoi investitori e cioè che la chimica di base non è più conveniente, e che bisogna chiudere il cracking”. (

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