October 3, 2022

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alessia bambinoPer anni ho creduto che “abbeverarsi” alla fonte della fantasia equivalesse implicitamente a un rifiuto della realtà, a qualcosa di cui fosse meglio non parlare in giro, a un campicello che bisognava coltivare non alla luce del sole ma col favore delle tenebre…

Poi ho cominciato a scrivere soggetti suggeriti proprio da quel mondo della fantasia e il mio giudizio si è mitigato.

L’immaginazione non può essere una cosa da nascondere ˗ mi sono detto ˗ se  consente d’inventarmi delle storie che possono creare interesse negli altri e, qualche volta, addirittura partecipazione, consenso.

 

Una scrittura senza una fertile immaginazione ˗ a meno che non si tratti di cronaca o di un pamphlet ˗ non è possibile. Così ho continuato a barcamenarmi ˗ però con la circospezione di un congiurato ˗ tra reale e irreale, tra quello che di concreto esiste al mondo e ciò che esce dai voli pindarici della mia penna irrequieta. Finché…

 

alessia coppola uomo donneFinché non sono incappato in questa frase tratta da una lettera che il giovane Flaubert indirizzò all’amante Louise Colet, ispiratrice della sua Madame Bovary: “Il faut se faire des harems dans la tête, des palais avec du style, et draper son âme dans la pourpre des grandes périodes” (bisogna farsi degli harem nella testa, dei palazzi con lo stile, drappeggiare la propria anima della porpora dei grandi periodi).

È un’esortazione che Flaubert sembra rivolgere a se stesso, ma che ˗ a ben vedere ˗ è valida anche per ciascuno di noi.

L’esortazione ad avere in testa degli harem promiscuamente affollati di uomini, donne e gay… di angeli e mostri… Ma anche di colori abbaglianti, di girandole di metafore che appaiono espressionistiche e quasi barocche, di personaggi indecenti e truculenti, di visioni paradisiache o, viceversa, apocalittiche, senza luogo né tempo…

Perché la mente è l’unico spazio dove tutto è lecito, dove si può compiere il più atroce dei delitti senza essere perseguiti dalla legge.

È il posto dove perfino rubare la donna all’amico del cuore non lascia alcuna traccia di pentimento. La mente è il paese della cuccagna che cerchiamo fin da quando eravamo bambini.

E tutto questo grazie all’immaginazione, una delle poche cose che contano veramente nella vita.

 

alessia libri immaginazioneForse il ruolo più importante che la fantasia gioca è nel campo letterario. Così, quando si legge un testo, bisogna stare all’erta, come una sentinella che dalla garitta scruta il buio fondo della notte. E se una immagine ci colpisce, come una sentinella dobbiamo intimare a noi stessi l’Alt. Un Alt capace di creare all’istante un fermo immagine, così da godere appieno di quella visione e, poi, dopo averla magari elaborata, offrirla a chi ci sta vicino.

A questo serve la (buona) lettura. E questo è il compito precipuo della (buona) letteratura.

 

Ma i risultati della fantasia si vedono anche nel campo della scrittura.

Quante volte il pennino-mouse di un qualsivoglia imbrattacarte (e oggigiorno non c’è che l’imbarazzo della scelta!) rimane sospeso nell’aria in attesa di un’immagine che attraversi la mente con lo stesso bagliore di una stella cadente nella notte agostana.

Ed è proprio quell’immagine che bisogna acchiappare col lazo e trattenerla perché, anche se non è eccezionale, è unica e solo nostra. E come l’ape bottinatrice  sugge il nettare che poi deposita sul favo a beneficio futuro di tutto l’alveare, così noi possiamo offrire quell’immagine all’esterno.

Non importa se venga o no raccolta.

 

Naturalmente l’immaginazione non accorre solo in soccorso di lettori, scrittori e poeti. È anche l’arma più potente di cui disponiamo per vincere la noia del mondo. «Voi vi annoiate ˗ diceva Giuseppe Levi ˗ perché non avete una vita interiore».

Affidarsi a un ricordo, a un amore del passato, a un’illusione con cui si convive da tempo, perfino a un dolore, significa tirarsi fuori dalla nebbia che ristagna nella coscienza impedendoci di vedere il sole della verità.

 

alessia coppola immaginazioneAnche Baudelaire ha parlato dell’immaginazione, definendola la regina delle facoltà. «Tutto l’universo visibile non è che un deposito di immagini e di segni ai quali l’immaginazione deve attribuire un posto e un valore relativo: una sorta di nutrimento che l’immaginazione deve assimilare e trasformare. Tutte le facoltà dell’anima umana vanno subordinate all’immaginazione, la quale le requisisce tutte in una…».

Addirittura, per Baudelaire, l’immaginazione gioca un ruolo importante anche nella morale «poiché ˗ afferma ˗ se mi è concesso di spingermi fino a questo punto, che cosa diviene la virtù senza immaginazione? È come dire la virtù senza la pietà, la virtù senza il cielo; qualcosa di duro, di crudele, di sterile, che in certi luoghi si è risolta nella bigotteria, e in altri nel protestantesimo».

Viene da pensare ai censori di tutti i tempi, a quegli uomini inflessibili che giudicano impietosamente altri uomini. Senza quell’empatia che, se ci fosse, dovrebbe invece spingere ad immedesimarci nelle debolezze degli altri, mostrando indulgenza e misericordia.

E tutto ciò non è forse dovuto all’assenza d’immaginazione?

 

Si riaffaccia, seppur timidamente, la domanda che mi sono posto all’inizio: un eccesso di immaginazione non rischia di isolarci dalla realtà? A rispondere è sempre Baudelaire: «Trovo inutile e fastidioso rappresentare ciò che è, poiché niente di ciò che è mi appaga. La natura è laida, preferisco i mostri della mia fantasia alla volgarità del reale…».

Un giudizio forse un po’ troppo duro il suo.

 

alessia coppola specchioA me piace di più il lamento accorato di Pessoa: «Sì, so bene che mai sarò qualcuno… Sì, ma adesso, finché dura quest’ora… lascino che mi creda quel che mai potrò essere».

Agevolare la propria fantasia, dunque, senza sconfessare la realtà.

Altrimenti si rischia di diventare dei poeti che vivono stabilmente sulla luna in compagnia del cervello di Orlando. Invece bisogna mantenere una sorta di equilibrio tra questi due modi di vivere.

Come?

Qual è il segnale che deve farci capire la necessità del cambio?

La noia!

Quando il suo livello di guardia si alza pericolosamente allora è il momento di rifugiarsi nel mondo colorato e creativo dell’immaginazione.

 

Guido Giampietro

Illustrazioni di Alessia Coppola ©- Writer & Illustrator 

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