April 18, 2021

Brundisium.net
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È stato presentato questa mattina, in diretta streaming dal chiostro del Rettorato dell’Università del Salento, a Lecce, il progetto del corso di laurea MedTec, il percorso formativo in “Medicina e Chirurgia” a forte vocazione tecnologica e bio-ingegneristica che sarà attivato a UniSalento a partire dall’anno accademico 2021/2022 previo parere dell’Anvur, grazie al sostegno finanziario della Regione Puglia. Il progetto è stato illustrato dal Rettore Fabio Pollice assieme al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e al Sindaco di Lecce Carlo Salvemini. Presenti anche gli assessori regionali Pier Luigi Lopalco, Sebastiano Leo e Alessandro Delli Noci e Anna Grazia Maraschio, la Presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, il Direttore della Asl Lecce Rodolfo Rollo, il capo di Gabinetto Claudio Stefanazzi, il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, il presidente dell’ordine dei Medici della provincia di Lecce Donato De Giorgi e le autorità cittadine e regionali.

 

Sottolinea il Rettore Fabio Pollice: «Lo stanziamento di circa 83milioni di euro disposto dalla Giunta regionale è un ulteriore e significativo passo avanti verso l’istituzione di un Corso che potrà avere un impatto notevole non solo sull’offerta formativa universitaria, ma sull’intero territorio pugliese perché, al di là degli effetti sulla sanità locale, consentirà – in ragione della sua caratterizzazione tecnologica – di attrarre risorse umane e finanziarie in un settore strategico per il nostro futuro, contribuendo a creare, unitamente al “Salento Biomedical District” che abbiamo avviato la scorsa estate, un polo di eccellenza nell’area della salute. È il secondo esperimento in Europa in tale direzione, e punta alla formazione di un nuovo profilo di medico chirurgo con una solida competenza nel settore tecnologico, come richiesto dalla sempre più rapida evoluzione delle pratiche cliniche e chirurgiche che sempre più includono aspetti legati alla robotica, alla sensoristica, ai big data e ad altre tecnologie di frontiera.
L’obiettivo è creare un percorso formativo di eccellenza, capace di attrarre nel nostro territorio i migliori docenti e ricercatori nel settore e i più motivati studenti, così da invertire i flussi di chi lascia il Salento per curarsi fuori regione o acquisire fuori regione le professionalità sanitarie. A quelli che crederanno in questo progetto, al di là di coloro che oggi ne hanno piantato il primo seme, il compito di contribuire a costruire una Scuola di Medicina d’avanguardia che ci possa rendere orgogliosi della qualità che riesce a esprimere.
Il progetto è stato accolto con entusiasmo, attenzione e determinazione dalle Istituzioni regionali, alle quali va il mio più sentito ringraziamento per aver dato valore a un percorso che non duplica esperienze già presenti sul territorio regionale, ma traccia nuovi orizzonti, completando e rafforzando l’offerta formativa e assistenziale della nostra regione. Di concerto con la Regione e in accordo con gli altri Atenei pugliesi, infatti, abbiamo deciso di sviluppare un progetto che riprendesse il primo esperimento europeo MedTec, promosso da Humanitas e Politecnico di Milano, in ragione non solo dell’innovatività di questa esperienza formativa, ma anche della sua coerenza con le tendenze evolutive delle professioni sanitarie. Con Humanitas e Politecnico di Milano abbiamo avviato un percorso che speriamo possa vederci partner di un progetto di rafforzamento dell’asse nord-sud, peraltro su un argomento così importante e di grande impatto sulla qualità della vita. I corsi e i settori scientifico-disciplinari coinvolti sono, in questa fase di avvio, riconducibili allo specifico indirizzo delineato, e siamo convinti potranno in futuro arricchirsi di ulteriori profili.
Ringrazio il gruppo di lavoro che ha elaborato il progetto, a partire dal professor Pietro Alifano che lo ha ottimamente coordinato, e tutta la comunità accademica, che ha espresso pieno sostegno a questa iniziativa mostrando ancora una volta lungimiranza e determinazione, e continuando così a investire sullo sviluppo del territorio e sul miglioramento delle condizioni di benessere delle nostre comunità locali».

 

La Regione Puglia investe sulla formazione universitaria e lo fa con l’Università del Salento decidendo di finanziare l’innovativo corso di laurea in MED-TEC (Medicina e Chirurgia e Ingegneria Biomedica).

La Regione ha deciso di finanziare questo ambizioso progetto con lo stanziamento di 4.130.000 euro nel triennio per arruolare 66 tra docenti e ricercatori nelle due discipline (Medicina e Ingegneria biomedica) così da assicurare il primo percorso di studi multidisciplinare regionale in materia sanitaria.

Il progetto permetterà la clinicizzazione di alcune Strutture dell’ASL Lecce nell’ambito delle quali potranno essere reclutati anche medici specializzandi in misura anche superiore a quella prevista dalla dotazione organica.

 

“È una giornata assolutamente storica per la Puglia – ha dichiarato il Presidente della Regione Michele Emiliano – e in particolare per una delle città più belle di Italia che io ho sempre immaginato come una grande fonte di attrazione di cultura e di formazione.

Lecce è una città fatta apposta per studiare, per comprender il mondo, per fare ricerca scientifica, sono felicissimo che questo traguardo sia finalmente a portata di mano”.
“Quando qualche anno fa – ha continuato Emiliano – il professor Domenico Laforgia mi lanciò questa idea sembrava un azzardo, in un mondo molto complesso come quello dell’Accademia, e invece grazie alla maturità della Puglia e delle altre università pugliesi questo progetto ha preso forma. È stato un cammino comune che corrisponderà al rafforzamento della formazione dei nostri giovani. La Puglia non solo ha bisogno di medici, ma soprattutto di tutto quello che c’è attorno ad una facoltà universitaria: penso, ad esempio, a tutto quel lavoro che si sta facendo nell’Università del Salento con riferimento alle biotecnologie e a tutto il distretto biomedico. Devo dire che ci riteniamo fortunati di avere in questa fase come Ministro della transizione ecologica il professor Cingolani, mio amico personale e soprattutto uno straordinario scienziato dell’innovazione”.

“Dopo la vocazione turistica, industriale, manifatturiera – ha concluso Emiliano – la vocazione alla ricerca scientifica e alla formazione di alto livello per Lecce è un elemento fortissimo”.

Sarà un percorso di studi universitari che disegnerà il nuovo volto dei medici di domani: lo scopo è quello di arricchire la professionalità del medico chirurgo con competenze tecnologiche e metodologiche specifiche nell’ambito dell’Ingegneria biomedica, avendo quale obiettivo formativo specifico quello di formare una figura professionale che, oltre ad essere in grado di esercitare la professione medico chirurgica, sia in grado di applicare o sviluppare soluzioni tecnologiche nella direzione della prevenzione e cura delle malattie, del supporto all’invecchiamento e alle emergenze sanitarie.

 

“Io credo che sia davvero una giornata storica – ha dichiarato l’Assessore Pier Luigi Lopalco – sono decenni che aspettavamo che anche nella provincia di Lecce si potesse avere la possibilità di formare una nuova generazione di medici. Quello che sta avvenendo è non solo un fatto storico, ma è anche votato di alcuni elementi di innovazione e originalità che sono davvero da sottolineare. Il corso di laurea che si attiverà presso l’Università del Salento sarà molto innovativo. Chi farà questa scelta non solo avrà un percorso formativo da medico e quindi avrà una laurea in medicina e chirurgia, ma con uno sforzo aggiuntivo con pochi altri crediti potrà anche prendere una seconda laurea in ingegneria biomedica. Sarà quindi un percorso per formare una nuova generazione di medici che avranno anche questa forte componente e forti conoscenze nei campi delle nuove tecnologie”.

 

“Un obiettivo raggiunto – ha dichiarato l’assessore Sebastiano Leo – grazie a un lavoro di squadra incredibile. Tutte le istituzioni, Comune, Provincia, Università e Regione Puglia hanno lavorato unite per raggiungere questo obiettivo e potenziare un’offerta formativa già eccellente. E con la pandemia abbiamo imparato bene quanto sia importante mettere al centro dell’agenda politica il tema della formazione e della salute”.

 

“Oggi – ha dichiarato il Sindaco di Lecce Carlo Salvemini – presentiamo il risultato di un lavoro al quale tanti prima di noi si sono dedicati. Ci sono numerose impronte su questo provvedimento, che andiamo ad annunciare significativamente in un anno decisivo per la nostra storia, ancora nel pieno della pandemia e degli enormi sforzi che la scienza sta compiendo per mettervi fine. Il corso di laurea ribadisce La crucialità di due temi: il valore della sanità pubblica territoriale, della ricerca scientifica e delle sue applicazioni e l’investimento sul capitale umano, valori sui quali definire il nostro futuro. Lecce è orgogliosa di questo nuovo percorso, che arricchisce l’offerta formativa, la sanità territoriale e crea nuove condizioni per la realizzazione di investimenti ad alto tasso tecnologico”.

 

“Elemento guida per tutti – ha dichiarato il direttore generale della Asl Lecce Rodolfo Rollo – è stato condividere una visione finalizzata a consegnare alla Next Generation, una opportunità, quella di fare ricerca, assistenza, formazione di base e specialistica in un nuovo ambiente che è quello dell’istituendo polo ospedaliero-universitario del Salento che ha come elemento fondante la Facoltà di Medicina e Chirurgia, con le sue scuole di specializzazione e i corsi di laurea nelle professioni sanitarie”.

Gli studenti del Corso di laurea cl. LM-41 avranno, inoltre, l’opportunità di acquisire 32 CFU aggiuntivi in discipline tipiche dell’Ingegneria, di cui 24 in sovrannumero rispetto ai 360 CFU necessari per il conseguimento del titolo di laureato magistrale in “Medicina e Chirurgia”, con la finalità di ottenere un secondo titolo di laurea in “Ingegneria biomedica” (cl. L-9), nell’ambito di un piano di studi preventivamente approvato.

 

“La Facoltà di Medicina e Chirurgia a Lecce è un sogno che si realizza. Un’occasione che abbiamo cercato e voluto, e uno spiraglio di luce in questi giorni così difficili per tutta l’umanità.
Finalmente i nostri ragazzi potranno studiare e specializzarsi qui, a casa loro, e questo significa anche meno sacrifici per le famiglie, costrette finora a sostenere importanti costi di viaggi e alloggio.”
Lo ha detto la presidente del Consiglio regionale della Puglia Loredana Capone intervenendo alla presentazione del progetto del Corso di laurea MedTec, il percorso formativo in Medicina e chirurgia a forte vocazione tecnologica e bio ingegneristica che sarà attivato a UniSalento a partire dall’anno accademico 2021-2022.
“Sarà un corso estremamente importante per l’Università del Salento ma anche un polo di eccellenza per la Puglia intera perché coniugherà sanità e ricerca, due facce della stessa medaglia e questa pandemia ce lo ricorda ogni giorno, mentre ci convince sempre più dell’importanza di un sistema sanitario pubblico efficiente, che consenta a ogni cittadina e a ogni cittadino di avere le migliori cure indipendentemente dal fatto che possa permettersele o no”, ha proseguito la presidente Capone.
“È questa, a dirla tutta, una delle più grandi sfide della politica oggi: formazione del capitale umano da un lato e opportunità di cura dall’altro, con l’attenzione costante ad abbattere tutti quegli ostacoli sociali, a partire dal reddito, che rischiano di creare muri di disuguaglianze e di ledere due dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, il diritto allo studio (art.34) ed alla salute (art.32).
Ed è richiesta ancora maggiore attenzione adesso che sta per aprirsi la partita dei fondi europei che, nella ripartizione delle risorse, non potrà non tener conto dei sacrifici del Mezzogiorno, nonostante le minori risorse a disposizione rispetto al nord.
D’altra parte, basta guardare la spesa per investimenti, del tutto squilibrata territorialmente: dei 47 miliardi totali degli ultimi 18 anni (2000-2017), oltre 27,4 sono stati spesi nelle regioni del Nord,
11,5 in quelle del Centro e 10,5 al sud. In termini procapite questo vuol dire che mentre la Valle d’Aosta ha potuto investire per i suoi ospedali 89,9 euro e l’Emilia Romagna 84,4 euro, la Puglia ha dovuto accontentarsi di 26,2 euro, mentre la Calabria addirittura di 15,9 euro. Detto in parole povere significa che se il nord ha potuto assumere e ammodernarsi, il sud invece ha dovuto tagliare e stringere la cinghia.
La Puglia – ha concluso Loredana Capone – non resterà a guardare, siamo già in campo per far valere i diritti di ciascuna e ciascun pugliese. Questa nuova e bellissima Facoltà, che sono certa prenderà il volo nelle mani del rettore e di tutti i professionisti che vi prenderanno parte, ne è una testimonianza”.

Cosi il Sindaco di Brindisi Riccardo Rossi: “Stamattina ho partecipato alla presentazione del nuovo Corso di Laurea MedTec, un percorso formativo in “Medicina e Chirurgia” con competenze tecnologiche e bio-ingegneristiche dell’Università del Salento.
Il corso sarà attivato a Lecce a partire dall’anno accademico 2021/2022 dopo l’autorizzazione dell’Anvur, con il sostegno finanziario della Regione Puglia.
Subito dopo saremo al lavoro per inserire Brindisi nel percorso con il coinvolgimento e la clinicizzazione dell’ospedale Perrino.
È il primo passo per un Policlinico diffuso nel nostro territorio tra Lecce, Brindisi eTaranto.
È una visione ed un obiettivo condiviso dal Presidente della Regione Michele Emiliano, dal rettore Fabio Pollice, ed i Sindaci e Presidenti della Provincia dei nostri territori”.
Il corso di laurea MedTec

L’Università del Salento propone, per l’anno accademico 2020/2021, l’istituzione e l’attivazione di un corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41) che avrà la caratteristica di arricchire la professionalità del medico chirurgo con competenze tecnologiche e metodologiche specifiche nell’ambito dell’Ingegneria biomedica. Per raggiungere quest’obiettivo, il percorso formativo integrerà attività formative tipicamente necessarie per la formazione di un medico chirurgo con attività formative tipiche della formazione biotecnologica e ingegneristica di tipo biomedico, nell’ottica di formare una figura professionale che, oltre a essere in grado di esercitare la professione medico chirurgica, sia in grado di applicare o sviluppare soluzioni tecnologiche nella direzione della prevenzione e cura delle malattie, del supporto all’invecchiamento e alle emergenze sanitarie.
L’ammissione al corso di studio in Medicina e Chirurgia è soggetta alla normativa vigente in materia di accessi ai corsi di studio a numero programmato a livello nazionale. Il percorso formativo prevede l’erogazione, nei primi 2 anni, prevalentemente di contenuti tipici delle scienze mediche di base accompagnati, sinergicamente, dagli essenziali fondamenti delle scienze bio-ingegneristiche. Nel terzo anno, a completamento della formazione di base, sono trattate materie precliniche e bio-ingegneristiche. Dal quarto anno sono introdotti insegnamenti clinici accompagnati da applicazioni delle metodologie ingegneristiche ai problemi della clinica.
Già dal secondo anno lo studente sarà immesso in percorsi professionalizzanti che, inizialmente svolti in laboratori di ricerca e sviluppo che operano in ambito biologico, medico e bio-ingegneristico, nel corso dei semestri s’intensificheranno e saranno sempre più orientati verso la pratica clinica, con una valorizzazione del bagaglio di conoscenze e competenze acquisite durante il percorso formativo preclinico. A tal fine, si prevede che nel primo triennio gli studenti siano guidati da due tutor, il primo di ambito biologico/medico, il secondo di ambito ingegneristico. Analogamente, nel secondo triennio, un tutor di ambito ingegneristico affiancherà un tutor clinico.
È previsto inoltre lo svolgimento di brevi periodi di stage presso laboratori di ricerca altamente qualificati che operano sul territorio nazionale ed estero. La tesi di laurea prevede lo sviluppo di un progetto che applichi, anche in maniera transdisciplinare, le competenze acquisite a un tema specifico scelto dallo studente. L’internazionalizzazione del nuovo corso di studio sarà supportata dal programma di scambio Erasmus e da altri programmi internazionali attivi presso l’Università del Salento, e favorita sia dall’erogazione di alcuni insegnamenti del percorso formativo in lingua inglese che dai periodi di stage all’estero. Il/la laureato/a in Medicina e Chirurgia potrà continuare la sua formazione culturale e professionale attraverso l’iscrizione a corsi di dottorato di ricerca o a corsi di specializzazione.
Gli studenti avranno, inoltre, l’opportunità di acquisire 32 cfu aggiuntivi in discipline tipiche dell’Ingegneria, di cui 24 in sovrannumero rispetto ai 360 cfu necessari per il conseguimento del titolo di laureato magistrale in Medicina e Chirurgia, con la finalità di ottenere un secondo titolo di laurea in Ingegneria biomedica (classe L-9), nell’ambito di un piano di studi preventivamente approvato.

Nell’Ateneo salentino non è presente, al momento, un Dipartimento con denominazione riconducibile all’ambito medico-sanitario e nel quale sia già verificabile la presenza maggioritaria di docenti strutturati afferenti alle aree delle Scienze biologiche e delle Scienze mediche (Aree CUN 5 e 6). La funzione di Dipartimento di riferimento è affidata, temporaneamente, al DiSTeBA – Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali, nel quale è comunque verificabile la presenza di un congruo numero di docenti strutturati afferenti alle suddette Aree CUN. La proposta vede il coinvolgimento dei Dipartimenti di Ingegneria dell’Innovazione, Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi”, Storia Società e Studi sull’Uomo e Scienze dell’Economia. Entro il terzo anno dall’attivazione del corso di studio, l’Ateneo costituirà un Dipartimento di area medico-sanitaria, cui far afferire i docenti delle aree disciplinari previste nell’ordinamento didattico, in base alle linee guida ANVUR. La costituzione del nuovo Dipartimento comporterà anche un riassetto del personale tecnico-amministrativo di supporto.

 

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