September 23, 2026

L’annuncio della Regione Puglia sull’imminente bando per verificare l’interesse delle compagnie aeree ad attivare collegamenti passeggeri dall’aeroporto di Grottaglie continua a suscitare reazioni politiche e istituzionali. Il tema, ormai, non è più soltanto quello della possibilità di aprire lo scalo tarantino al traffico civile, ma riguarda soprattutto quante risorse verranno messe in campo, con quali strumenti e quale ruolo dovrà avere Grottaglie all’interno del sistema aeroportuale pugliese.

A chiedere chiarezza sulle risorse è il consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia, che considera strategica l’infrastruttura tarantina e ricorda di aver votato la legge sull’avvio dei voli cargo per la Turchia. Di Cuia guarda con favore anche all’imminente bando per i voli passeggeri, ma avverte che l’operazione rischia di rimanere sulla carta se non sarà accompagnata da un adeguato investimento regionale.

Il consigliere ha quindi chiesto un confronto in Commissione Trasporti prima della pubblicazione del bando, proprio per conoscere le risorse che la Regione intende destinare allo scalo. L’obiettivo, sostiene, deve essere quello di evitare che l’iniziativa si trasformi in una semplice operazione di facciata.

 

Sulla stessa linea, pur con una prospettiva più ampia, si colloca Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di commercio Brindisi-Taranto e di Unioncamere Puglia. Cesareo esclude una lettura in chiave campanilistica della questione e sostiene che Grottaglie possa svilupparsi in sinergia con gli altri aeroporti pugliesi, in particolare con Brindisi, all’interno di una piattaforma “ionico-adriatica”.

Secondo Cesareo, l’avvio dei voli passeggeri rappresenterebbe una concreta prospettiva di crescita per un’area interprovinciale che guarda ai mercati nazionali e internazionali. Oltre alle tradizionali destinazioni di Roma e Milano, il presidente della Camera di commercio ipotizza collegamenti verso destinazioni turistiche e mercati collegati agli investimenti industriali e commerciali.

Anche per Cesareo, però, il punto decisivo resta il finanziamento dei voli civili. La Regione, sostiene, dovrà investire risorse e anche il Governo dovrebbe considerare l’apertura di Grottaglie come un’opportunità per il territorio.

 

Più articolata e tecnica è la posizione del comitato cittadino Taras Futura, che mette in discussione l’impostazione di un semplice bando esplorativo per verificare la disponibilità dei vettori.

Secondo il coordinatore Nicola Russo, una manifestazione di interesse priva di una precisa struttura economica potrebbe non essere sufficiente ad attirare stabilmente le compagnie aeree e potrebbe persino produrre, in caso di scarsa partecipazione, argomenti contro la sostenibilità dei voli passeggeri a Grottaglie.

Il comitato propone quindi di accompagnare l’iniziativa con un Piano economico-finanziario, una Conferenza dei servizi con Regione, ENAC e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e strumenti di incentivazione compatibili con la normativa europea, compreso il ricorso agli oneri di servizio pubblico e ai SIEG laddove applicabili.

L’obiettivo indicato da Taras Futura è costruire un’offerta economicamente sufficientemente attrattiva per i vettori, con rotte, frequenze e condizioni definite sulla base di una programmazione pubblica. Nel documento viene inoltre rilanciata una proposta di incentivi collegati al costo del carburante, da valutare nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato.

 

Sul fronte brindisino, invece, arrivano posizioni più caute. Fratelli d’Italia Brindisi, attraverso la vicecoordinatrice cittadina Aurelia Roppo, ribadisce la centralità dell’Aeroporto del Salento per il traffico passeggeri e per il turismo pugliese. La posizione del partito è che Grottaglie possa sviluppare la propria vocazione nel settore aerospaziale e della logistica industriale, mentre Brindisi dovrebbe continuare a svolgere un ruolo centrale per il traffico passeggeri.

 

Un’impostazione analoga, ma con una richiesta esplicita di dati e garanzie, arriva dalla Lega di Brindisi. Il segretario provinciale Vittorio Zizza chiarisce che il partito non è contrario allo sviluppo di Grottaglie, ma chiede che i nuovi collegamenti producano traffico aggiuntivo per la Puglia e non si traducano nello spostamento di passeggeri, compagnie o rotte già operative da Brindisi.

Il punto sollevato dalla Lega riguarda soprattutto l’utilizzo di eventuali risorse pubbliche. Prima di finanziare nuove rotte, sostiene Zizza, la Regione dovrebbe rendere disponibili i dati relativi ai bacini di utenza, alla sostenibilità economica dei collegamenti e alle conseguenze sugli aeroporti già operativi.

La Lega chiede inoltre che il ragionamento non venga limitato alla contrapposizione Brindisi-Grottaglie, ma inserito in una strategia complessiva che coinvolga l’intero sistema aeroportuale pugliese, compresi Bari e Foggia.

 

A inserirsi nel dibattito è anche Claudio Niccoli, segretario provinciale della Casa dei Moderati, che definisce quello in corso un «polverone di fine estate» e invita a spostare l’attenzione dalle dichiarazioni alla strategia.

Niccoli parte da una considerazione: il mercato dei voli lo fanno le compagnie aeree, non i Comuni, la Regione o i partiti. Se un vettore riterrà conveniente operare da Grottaglie, presenterà una proposta; se riterrà più conveniente Brindisi, farà altrettanto.

Da qui la richiesta di verificare il mercato, ma secondo criteri omogenei per tutti gli aeroporti. Per Niccoli, se Grottaglie dovesse dimostrare di avere un mercato passeggeri, la risposta non dovrebbe essere il depotenziamento di Brindisi, bensì il potenziamento dello scalo brindisino sul fronte passeggeri, cargo e logistica.

Il segretario della Casa dei Moderati sposta poi il ragionamento sul ruolo di Aeroporti di Puglia, chiedendo quale sia la strategia complessiva del sistema regionale.

E soprattutto chiama in causa il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, al quale contesta di non aver aperto una vera vertenza territoriale sul futuro dello scalo.

Secondo Niccoli, Brindisi dovrebbe costruire un’alleanza più ampia con Lecce e con il resto del Grande Salento, mettendo insieme aeroporto, porto, industria, turismo, università, logistica e infrastrutture.

La questione aeroportuale, nella sua lettura, dovrebbe quindi diventare parte di una discussione più ampia sul futuro economico e industriale del territorio, anche alla luce delle trasformazioni che interessano il sistema produttivo brindisino.

 

Ancora più netta la posizione di Futuro Nazionale, secondo cui la prospettiva dei voli commerciali passeggeri a Grottaglie sarebbe incompatibile con l’impostazione del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035.

Il Piano è stato presentato dal MIT ed elaborato da ENAC con l’obiettivo di rafforzare sistemi aeroportuali integrati, intermodalità e coordinamento tra infrastrutture.

Futuro Nazionale interpreta questo indirizzo come una conferma della necessità di evitare una competizione tra aeroporti pugliesi e sostiene che Grottaglie debba concentrarsi sulle proprie funzioni industriali, cargo, aerospaziali e di sperimentazione.

Va però precisato che il Piano nazionale non equivale, di per sé, a un divieto generale di traffico passeggeri a Grottaglie: la proposta di Piano è un documento di indirizzo strategico per lo sviluppo del sistema aeroportuale nazionale e la sua impostazione punta proprio all’integrazione delle infrastrutture.

Futuro Nazionale chiede comunque a Regione, Aeroporti di Puglia ed ENAC di chiarire pubblicamente quale ruolo sia previsto per Grottaglie e annuncia, nel caso di pubblicazione del bando, l’intenzione di valutare iniziative nelle sedi competenti.

La posizione di Futuro Nazionale introduce però anche un altro elemento destinato a pesare nella discussione: la vocazione industriale e aerospaziale dello scalo tarantino.

È infatti già previsto un importante progetto legato al WindRunner, il maxi-aereo cargo sviluppato dalla società statunitense Radia. Nel 2025 è stato annunciato uno stabilimento a Grottaglie per la realizzazione del velivolo, con il coinvolgimento di Leonardo e Magnaghi e una previsione iniziale di circa 2.500 assunzioni.

Lo stesso progetto continua a essere sviluppato: nel giugno 2026 MIMIT e Radia hanno rinnovato un memorandum d’intesa sul programma WindRunner e sulle opportunità di sviluppo industriale in Italia. Radia indica partnership con Leonardo, Aernnova e MAGROUP Magnaghi Aerospace.

È dunque difficile negare che Grottaglie disponga di una prospettiva industriale di grande rilievo, indipendentemente dalla partita sui voli passeggeri.

Ed è proprio qui che il confronto potrebbe assumere una dimensione più interessante: Grottaglie deve necessariamente diventare anche uno scalo passeggeri oppure può costruire la propria forza economica puntando sulle funzioni industriali, cargo, aerospaziali e logistiche? E, parallelamente, quale ruolo deve essere garantito a Brindisi nel traffico passeggeri del Grande Salento?

 

Il dibattito, dunque, si sta spostando rapidamente dalla domanda “Grottaglie avrà i voli passeggeri?” a una questione più ampia: come finanziare il nuovo traffico e come inserirlo nel sistema aeroportuale regionale senza trasformare lo sviluppo di uno scalo in una sottrazione di traffico a un altro.

Su un punto, almeno nelle dichiarazioni di oggi, sembra esserci una convergenza: Grottaglie può avere un ruolo nel sistema aeroportuale pugliese. Le differenze riguardano invece il modello da adottare, le risorse pubbliche da impegnare, le rotte da sostenere e soprattutto il rapporto con l’Aeroporto del Salento di Brindisi.

La partita, quindi, è appena iniziata.

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