April 10, 2026

Dichiarazione del Segretario territorio di Brindisi, Gianluca Volpe

La FIM-CISL Taranto Brindisi esprime forte preoccupazione per la grave situazione che sta attraversando l’area industriale brindisina, dove emergenze igienico-sanitarie, scadenze occupazionali imminenti e un grave stallo delle attività produttive stanno mettendo a rischio il tessuto industriale dell’indotto. Un contesto che, se non affrontato con urgenza, rischia di arrivare a un punto di non ritorno.

Particolarmente grave è la condizione dei cantieri presso il sito di Cerano, dove la responsabilità è chiaramente attribuibile a Enel. È inaccettabile che la stessa committenza permetta disparità di trattamento tra i vari cantieri: in quelli destinati all’installazione delle BESS è stato garantito l’accesso all’acqua potabile e ai servizi minimi, mentre in quelli delle ditte d’appalto, a pochi metri di distanza, i lavoratori sono costretti a operare senza le minime condizioni di dignità e sicurezza. Questa situazione di disparità e il mancato rispetto delle richieste
avanzate rappresentano un grave abbandono delle condizioni di lavoro e un oltraggio alla dignità dei lavoratori dell’indotto.

Per questo, la FIM-CISL richiede con fermezza l’apertura immediata di un tavolo di confronto con Enel per affrontare le seguenti criticità:
• Emergenza ex SIR: La scadenza dei contratti a fine aprile si avvicina, e senza risposte certe sul futuro di questi lavoratori si rischia di compromettere ulteriormente la loro condizione occupazionale.
• Stallo delle lavorazioni meccaniche: La incertezza sulla proroga del phase-out del carbone e sulla gestione futura della centrale sta bloccando le attività manutentive essenziali. È necessario un cronoprogramma chiaro e condiviso che garantisca continuità all’indotto e alle maestranze coinvolte.
• Dignità e sicurezza: È imprescindibile il ripristino immediato di condizioni civili e di sicurezza in tutti i cantieri dell’area, perché i lavoratori non possono continuare a operare in condizioni di degrado e senza servizi essenziali.

Parallelamente, l’attenzione della FIM-CISL si rivolge anche al futuro occupazionale dell’indotto metalmeccanico del sito Versalis di Brindisi, gravemente compromesso dal silenzio che avvolge la fase di transizione industriale legata al piano di trasformazione Eni-Versalis. La lenta ripresa delle lavorazioni e il trasferimento temporaneo di molti lavoratori sono segnali di una crisi che non può essere ignorata. A tal proposito, la nostra organizzazione – insieme alla Fiom e alla Uilm – ha già sollecitato un incontro urgente, inviando un’apposita richiesta il 12 marzo 2026, per attivare un tavolo di monitoraggio permanente come previsto dal protocollo sottoscritto presso il MIMIT.

La FIM-CISL esprime forte delusione per l’assenza di risposte concrete e coerenti alle promesse fatte pubblicamente, e auspica che la task force regionale, insieme al nuovo Assessore al Lavoro, colgano con tempestività questa occasione per mettere al centro delle politiche industriali e occupazionali della regione il tessuto produttivo brindisino, che vive un momento di grande incertezza e vulnerabilità.

Il futuro dell’area industriale di Brindisi non può essere lasciato alla deriva. La dignità dei lavoratori e la tutela di un patrimonio industriale strategico devono essere priorità assolute. La FIM-CISL continuerà a difendere con fermezza questi principi, monitorando e chiedendo risposte subito.

Ufficio Stampa Fim Cisl

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