March 18, 2019

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Siamo a metà marzo, una volta, era il mese più pazzo dell’anno perché da un giorno all’altro variava il clima. Oggi, sono cambiate anche le stagioni e questa caratteristica di variabilità climatica si manifesta molto frequentemente in quasi tutte le stagioni. Questi cambiamenti repentini sono la conseguenza dell’inquinamento ambientale sia chimico (scarichi dei mezzi di trasporto, fumi delle fabbriche, ecc.) che fisico (campi elettrici, magnetici, sonori, ecc.).

 

L’uso sempre più sfrenato della tecnologia da parte dell’umanità sta creando ripercussioni negative a tutto il pianeta, sia alla fauna che alla flora. La nostra fortuna è rappresentata dalla immensità degli oceani che ammortizzano l’inquinamento chimico ma anche essi non sono eterni. Infatti, si sta esaurendo la loro naturale capacità tampone contro i veneni. Dobbiamo essere consapevoli che il male che facciamo alla natura lo facciamo a noi stessi. È una legge di natura, “Quello che semini, raccogli”. Inquinando la terra, inquiniamo i raccolti e ci intossichiamo mangiandoli. Inquinando il mare, intossichiamo i pesci e ci avveleniamo mangiandoli.

 

Penso che avete visto anche voi le fotografie di enormi superficie di plastica che galleggiano in alcuni punti del mare. Si può accettare senza inorridire e vergognarci che tra la California e le Hawaii (nell’oceano Pacifico) si sia formata un’isola, interamente di rifiuti, grande 3 volte la Francia contenente 80 mila tonnellate di plastica? Gli esperti hanno trovato nella carne dei pesci tracce di nano particelle di plastica. Riuscite ad immaginare quale danno per la salute umana può creare questa situazione?

 

Noi in Italia non abbiamo situazioni così allarmanti determinate dalla plastica ma il nostro Mediterraneo, essendo un mare chiuso, soffre di un forte inquinamento chimico a causa degli scarichi industriali, di quelli fognari e per gli scarichi delle frequentissime navi da crociera e di collegamento quotidiano con le nostre isole ed i porti stranieri che si affacciano nel Mediterraneo. Potremmo dire che noi non siamo responsabili di tutto questo inquinamento. Certamente non siamo direttamente responsabili, è vero, ma indirettamente, purtroppo sì.

 

Certamente, tutti noi facciamo uso dei prodotti tecnologici che ci agevolano il lavoro, la vita casalinga e di relazione. Usiamo (anche in modo poco opportuno) i mezzi di trasporto motorizzati che usano carburanti fossili altamente inquinanti. Usiamo detersivi per ogni minima cosa da pulire. Permettiamo ai coltivatori, con la nostra spesa inconsapevole, di usare pesticidi e veleni in agricoltura. Compriamo prodotti confezionati con la plastica che, spesso, buttiamo senza attenzione in posti non consentiti.

 

Invece, una persona consapevole evita di consumare prodotti super confezionati con plastica; va al mercato con una borsa riciclabile; riutilizza le buste di plastica, ecc. Comunque, esistono tecnologie per distruggere la plastica senza inquinare ulteriormente il pianeta ma chi detiene la gestione dei rifiuti generalmente non è disposto a mollare il busines che viene creato con essi. Sta a noi cittadini fare qualcosa per sensibilizzare o, meglio, costringere questi signori ad operare a vantaggio delle persone e dell’ambiente.

 

Continua…

 

Rocco Palmisano

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