January 29, 2026

Il Comune di Brindisi partecipa alla “Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo”, che si celebra il 1° febbraio di ogni anno per commemorare le vittime civili di tutte le guerre ed informare e sensibilizzare sull’impatto devastante che i conflitti in corso nel mondo hanno sulle popolazioni civili coinvolte.
Di fronte all’intensificarsi delle violenze in numerosi contesti bellici, appare necessario ribadire con forza l’assoluta necessità di proteggere i civili.
Oggi nel mondo sono in corso 32 guerre e 23 situazioni di crisi, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale (Fonti: Atlante delle guerre dei conflitti del mondo; L’Osservatorio – Centro di ricerche sulle vittime civili dei conflitti).
Gli effetti delle armi esplosive nei centri urbani sono devastanti: il 90% delle vittime sono civili, che riportano ferite complesse e traumi psicologici duraturi (Fonte: www.aoav.org.uk).
Nel 2024, 59.524 civili sono rimasti uccisi da armi esplosive (Fonte: AOAV, ottobre 2025) e 8.370 sono bambini (Fonte: Save the Children UK).
In questo drammatico contesto, il Comune di Brindisi, insieme alle principali istituzioni centrali, alle Regioni e a centinaia di Comuni italiani, raccoglie con convinzione l’invito dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ad aderire alla campagna “Stop alle bombe sui civili”.
Per l’occasione, nella serata del 1° febbraio verrà illuminato di blu il Nuovo Teatro Verdi, un gesto simbolico che vuole essere un appello alla comunità internazionale per chiedere il rispetto del Diritto internazionale umanitario e la protezione dei civili.
Tutto ciò quale invito a tutti i cittadini a riflettere sull’importanza della protezione dei civili e ad approfondire il tema delle vittime civili di guerra attraverso il sito ufficiale www.anvcg.it e i canali social dell’Associazione.
Con l’unirsi simbolicamente a questa campagna, si riafferma il valore della pace e della solidarietà, e si lancia un appello per fermare la violenza sui più vulnerabili: i civili coinvolti nei conflitti armati.

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