
Universalità del messaggio artistico e identità di una comunità, che ospita e «coccola» la Grande Mostra «Barocco e Neobarocco», organizzata da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana e curata dal prof. Pierluigi Carofano.
Sono intense, queste ore, per Francavilla Fontana che ieri, 27 marzo, Venerdì di Passione ha avviato i suoi riti più antichi con la processione dell’Addolorata, quasi preludio ad una Settimana Santa vissuta con grande intensità e coinvolgimento. La Grande Mostra in questi giorni rendere omaggio alla religiosità di un popolo e si pone in relazione con essa. Nella Sala del Sacro Barocco, infatti, ecco due figure di Pappamusci – i confratelli incappucciati della Confraternita di Maria SS. del Carmine, ufficialmente fondata nel 1677 – che quasi vegliano silenziose davanti alle opere in mostra. Scalzi, con il bordone e il rosario in mano, rivolgono lo sguardo verso l’olio su tavola del Cristo Deposto di Gian Lorenzo Bernini esposto in sala: «non decorazione, ma dialogo tra la bellezza dipinta e la bellezza vissuta – fa osservare il presidente di Puglia Walking Art, Pierangelo Argentieri -. Sì, proprio lui, il maestro assoluto del Barocco, scultore e architetto, ma anche pittore è una delle rivelazioni della mostra, non solo perché con l’accordo con gli Uffizi si espone il celeberrimo autoritratto, ma anche perché il Cristo deposto sul quale gli esperti unanimemente dicono essere un’opera che rivela un’intensa spiritualità ed una intenzionale forza evocativa, basata sulla frequentazione quotidiana degli “esercizi spirituali” di sant’Ignazio di Loyola da parte dell’artista».
E di fronte ad essa i «Pappamusci»: un nome dalla storia incerta, che secondo alcune fonti deriverebbe dallo spagnolo papamoscas – letteralmente «acchiappamosche», nel senso figurato di stolti, coloro che secondo il Vangelo di Luca non riconobbero Gesù Risorto – a indicare, nel profondo paradosso cristiano, che la vera sapienza si rivela nel nascondimento e nella penitenza.
Il Barocco, del resto, non è mai stato solo un linguaggio artistico: è stato il modo in cui la fede si è fatta carne, dramma, teatro, bellezza visibile. E i riti della Settimana Santa di Francavilla sono essi stessi barocchi nell’anima: le statue di cartapesta policroma che sembrano prendere vita, le marce funebri, i volti coperti, i passi lenti nelle strade di pietra – una tradizione che da secoli scandisce la vita di questa città. «Qui, tra Rubens e Mitoraj, quella stessa tradizione continua a camminare – dice ancora Argentieri -. Un ringraziamento alla Confraternita di Maria SS. del Carmine di Francavilla Fontana per aver reso possibile questa presenza così carica di significato».
«Per la Settimana Santa l’allestimento della mostra prevede anche la presenza discreta di una coppia di Pappamusci – ha commentato il sindaco della Città, Antonello De Nuzzo -. Queste figure sono il simbolo del Giovedì Santo, l’inizio di giornate che evocano identità, tradizione, comunità per tutti i francavillesi. E anche festa, La Festa Cresta per dirla con le parole di Rosario Jurlaro: “più che il Natale si attendeva con ansia il Giovedì Santo, il Sabato e la Risurrezione per fermarsi un attimo e poi riprendere il cammino”. Al di là del coinvolgimento emotivo e spirituale, che pure si tocca con mano in questi giorni per le strade di Francavilla Fontana – ha proseguito -, la figura del pappamuscio suscita qualche cosa che è difficile spiegare. C’è un lato umano e concreto che la caratterizza, la penitenza che sconta è umanissima, è quella di tutti, tocca da vicino per la fatica del cammino, del sacrificio, del voto cui tenere fede, che la nostra coscienza sia religiosa o laica».
E per restare in tema di identità, nelle scorse ore, la Grande Mostra ha avuto il privilegio di accogliere Francesco Imperiali dei Principi di Francavilla, amministratore del Gruppo Imperiali ed erede di quella famiglia che per secoli ha fatto grande la Città, trasformandola in un crocevia di arte, cultura e bellezza.
Anche per dare continuità a tutto ciò, domani, domenica 29 marzo sono previste visite guidate gratuite al solo costo del biglietto di ingresso alle ore 10.30 e alle ore 17.30. «Barocco e Neobarocco», ancora, nei giorni della Settimana santa osserverà i seguenti orari di apertura: lunedì pomeriggio dalle ore 16:30 alle ore 20:00; Martedì e Mercoledì Santo dalle ore 9:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:00. Il Giovedì e il Venerdì Santo dalle ore 9,30 alle 23,00 (orario non stop), Sabato Santo dalle ore 9:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:00. Domenica Di Pasqua dalle 9:30 alle 13.300 e dalle 15:30 alle 23:00 e Lunedì di Pasquetta dalla 9.30 alle 20.00. lunedì pomeriggio dalle ore 16:30 alle ore 20:00.
Info: www.pugliawalkingart.com
Info e prenotazione: +39 327 011 28 18
