Si acuisce lo scontro interno in Forza Italia in Puglia. Quattro consiglieri regionali su cinque chiedono il commissariamento del partito, mettendo nel mirino la gestione del coordinatore regionale, il brindisino Mauro D’Attis.
La richiesta è contenuta in una nota congiunta firmata da Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia e Marcello Lanotte. I quattro chiedono un cambio al vertice e si dicono pronti ad assumere la guida del partito in una fase che definiscono cruciale.
Resta fuori dalla firma la consigliera Anna Carmela Minuto, unica del gruppo a non sottoscrivere il documento. Minuto è compagna dell’onorevole ex leghista Davide Bellomo, recentemente passato proprio a Forza Italia e indicato tra i possibili candidati alla segreteria regionale. Un elemento che aggiunge un ulteriore livello politico alla frattura interna.
Nel documento, i firmatari denunciano una gestione giudicata inefficace, puntando il dito anche contro la mancata presentazione del simbolo del partito in alcuni Comuni rilevanti. Da qui l’accusa di una linea “autolesionista”, con il riferimento polemico ai “Tafazzi”, e la richiesta di una discontinuità netta.
Il commissariamento viene indicato come passaggio necessario, anche nell’ipotesi di un congresso, per rilanciare il partito e ricostruire il rapporto con iscritti ed elettori.
Sulla vicenda interviene anche Luigi Vitali, già parlamentare e dirigente azzurro, che parla di una situazione ormai “insostenibile” e richiama il partito nazionale a una decisione. “Molto spesso non decidere provoca più danni di quelli di una decisione potenzialmente sbagliata”, osserva.
La crisi pugliese di Forza Italia entra così in una fase aperta, con equilibri interni in movimento e una partita sulla leadership regionale che appare tutt’altro che definita.
