May 4, 2026

Sono trascorsi più di 20 giorni dal ricevimento della diffida formulata dall’ Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” per conto del Comitato “Civilmente in Centro” e di 51 residenti del centro storico nei confronti del Comune di Brindisi per la così detta malamovida.
Il Comune, però, non solo non ha riscontrato la diffida ma non ha neppure adottato alcuna misura concreta volta ad arginare e tenere sotto controllo il fenomeno.
A quanto riferiscono i firmatari della diffida ed il Comitato “Civilmente in Centro”, infatti, la situazione nelle ore serali e notturne, già più volte denunziata nel corso degli anni, è rimasta del tutto invariata.
I residenti nelle zone della movida sono esasperati e sono pronti, quindi, ad intraprendere una battaglia legale nei confronti del Comune che, ancora una volta, ha del tutto ignorato le segnalazioni e le esigenze degli stessi.
Da una riunione tenutasi nei giorni scorsi – allo scadere dei 15 giorni intimati al Comune nella diffida – è emersa in modo chiaro ed inconfutabile la volontà del Comitato “Civilmente in Centro” di procedere giudizialmente per il riconoscimento del danno patito dai residenti, in modo continuativo, nel corso degli anni e per ottenere misure idonee a salvaguardare il diritto alla salute (comprensivo, quindi, del riposo), il diritto di proprietà, la quiete pubblica e tutti gli interessi individuali e collettivi coinvolti nella vicenda.
Dal Comitato “Civilmente in Centro” fanno sapere che lo stesso continuerà a partecipare attivamente ed a dare il proprio contributo al tavolo di confronto istituito dal Prefetto di Brindisi volto ad addivenire ad una regolamentazione della movida, per il futuro, condivisa da tutte le parti coinvolte.
Dato, però, che l’esito del tavolo è, allo stato attuale, del tutto incerto e che in passato, il Comune di Brindisi non ha adottato misure concrete volte alla salvaguardia dei diritti dei residenti, il Comitato “Civilmente in Centro” e molti suoi aderenti hanno deciso, nel frattempo, di andare a fondo alla vicenda, sottoponendola al vaglio del Tribunale e cercare di tutelare, così, i propri diritti.
“E’ uno scontro che si sarebbe potuto evitare – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – Sarebbe bastato che il Comune avesse adottato misure concrete, anche attraverso un sistema di controllo più serrato, volte a garantire il rispetto della normativa e, di conseguenza, la salvaguardia della quiete pubblica e dei diritti dei cittadini costituzionalmente garantiti, primo fra tutti il diritto alla salute.
Ciò, però, non è avvenuto ed i residenti sono, da un lato, esasperati per i danni e disagi che gli stessi subiscono, in modo continuativo, ormai da anni, dall’altro, profondamente delusi dal disinteresse mostrato dal Comune di Brindisi nei confronti delle continue istanze, segnalazioni, denunzie degli stessi e, da ultimo, anche nei confronti della diffida alla quale non è stato dato alcun riscontro.
Ed è proprio quest’ultimo aspetto che ha inciso in modo determinante nella decisione assunta dal Comitato e da molti suoi aderenti di agire in giudizio nei confronti dell’ente”.

Comments are closed.