July 2, 2026

Gran parte dei traffici si è spostata verso i porti di Bari e Taranto, sia per quanto riguarda le rinfuse solide e liquide sia per altre attività portuali. Brindisi sta perdendo una parte importante dell’intero indotto marittimo, ormai assorbito da questi due scali.
Anche il traffico passeggeri è in diminuzione, così come il transito dei traghetti. Tutto questo si traduce in un’economia che rischia di andare sempre più in difficoltà.

Le responsabilità sono anche nostre: è mancata una visione lungimirante. Non si è saputo investire sulla logistica portuale e valorizzare il porto di Brindisi, che, grazie alla sua posizione geografica strategica, avrebbe potuto essere inserito con maggiore forza nei corridoi europei.

Le famiglie brindisine hanno sempre avuto un motivo per essere grate al porto di Brindisi, che per decenni ha garantito lavoro, sviluppo e opportunità per l’intero territorio.

Oggi, però, la situazione è profondamente cambiata. Il nostro porto sembra sbarrato: arrivano pochi investimenti, nuove attività faticano a insediarsi e le prospettive di crescita si sono ridotte.

Brindisi sta pagando le conseguenze di scelte e progetti che non hanno prodotto i risultati sperati. Anche il porto, da sempre motore dell’economia cittadina, sta subendo una crisi che coinvolge lavoratori, imprese e famiglie.

È il momento di tornare a investire seriamente sul porto, perché dal suo rilancio dipende una parte importante del futuro di Brindisi.
In questa città servono persone capaci di comprendere le dinamiche della politica economica e di pianificare il futuro con competenza. I brindisini devono rimboccarsi le maniche, guardare avanti e lavorare insieme per costruire nuove opportunità, perché il futuro della città dipende dalle scelte che si compiono oggi.

 

Raffaele Giove

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