“Chiediamo al Sindaco di convocare ENI : servono garanzie dirette sull’investimento e sul futuro di lavoratori, famiglie e imprese”
È Futuro Nazionale a chiedere al Sindaco di Brindisi di convocare con la massima urgenza ENI, per fare chiarezza sul futuro della gigafactory e sulle garanzie concrete che accompagnano un investimento considerato strategico per la riconversione industriale della città.
Le notizie relative alla situazione di Seri Industrial e della controllata FIB, compresa la richiesta di liquidazione giudiziale presentata da un creditore e le altre vicende che hanno sollevato interrogativi sulla solidità del gruppo, non possono essere ignorate dalle istituzioni.
Siamo consapevoli che la vicenda giudiziaria dovrà essere valutata nelle sedi competenti e che le società hanno contestato le pretese del creditore. Ma proprio perché il progetto della gigafactory coinvolge risorse pubbliche, interessi industriali strategici e le aspettative di migliaia di lavoratori, è indispensabile che ogni dubbio venga chiarito immediatamente e pubblicamente.
L’impegno assunto dal ministro e dai rappresentanti istituzionali del territorio rischia di essere vanificato se non vengono affrontate con tempestività le preoccupazioni che stanno emergendo intorno al partner privato individuato per la realizzazione dell’impianto.
È stato interessante assistere alla cerimonia della posa della prima pietra, accompagnata da annunci e dichiarazioni solenni sul futuro industriale di Brindisi. Ma oggi dobbiamo porci una domanda molto semplice: quella prima pietra rappresenta davvero l’inizio della rinascita industriale di Brindisi oppure rischia di diventare la pietra tombale sulle speranze di migliaia di lavoratori, delle loro famiglie e delle imprese del territorio?
Futuro Nazionale non vuole che la gigafactory fallisca. Vogliamo esattamente il contrario: vogliamo che si realizzi, che produca occupazione e che rappresenti davvero l’alternativa industriale promessa a Brindisi.
Ed è proprio per questo che chiediamo garanzie.
Brindisi ha già dato. Ha spento impianti, ha perso posti di lavoro, ha affrontato anni di crisi industriale e sociale e ha accettato la prospettiva della riconversione nella convinzione che la transizione potesse finalmente tradursi in nuovi investimenti e nuova occupazione. Non possiamo permetterci un’altra promessa rimasta sulla carta.
Se ENI considera strategico questo investimento, deve essere la stessa ENI ad assumersi direttamente la responsabilità della sua realizzazione, garantendo alla città che eventuali difficoltà del partner privato non si traducano in un blocco dell’operazione. Per questo chiediamo al Sindaco di convocare ENI e di pretendere risposte precise:
Chi garantisce oggi la realizzazione dell’impianto? Quali sono le garanzie finanziarie e industriali? Quali sono i tempi effettivi? Quale sarà il ruolo diretto di ENI? E quali garanzie vengono offerte ai lavoratori, alle loro famiglie e alle imprese dell’indotto?
Non bastano più conferenze stampa, cerimonie e prime pietre. Servono responsabilità, trasparenza, risorse certe e un cronoprogramma vincolante.
Futuro Nazionale chiede quindi al Sindaco di convocare immediatamente ENI e di aprire un confronto istituzionale vero, trasparente e senza filtri. Brindisi non può essere ancora una volta il luogo delle promesse.
La prima pietra deve diventare una fabbrica.
E se il progetto è davvero strategico, ENI venga a Brindisi e si assuma fino in fondo la responsabilità di realizzarlo. Brindisi ha già dato. Adesso pretende garanzie.
Gruppo consiliare Futuro Nazionale al Comune di Brindisi
