C’è anche un professionista brindisino tra i tre psicologi ufficiali dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Si tratta del dottor Salvatore Barbarossa, psicologo clinico e dello sport e consigliere del Comitato regionale Puglia della FIPsiS, la Federazione Italiana Psicologi dello Sport.
Insieme a lui hanno svolto l’incarico la dottoressa Isabella Genchi, di Modugno, e la dottoressa Maria Ivana Vetrano, di Copertino. Tre professionisti provenienti da altrettante province pugliesi, chiamati a coprire l’intera area interessata dalla manifestazione.
Ma l’esperienza di Taranto 2026 ha avuto una caratteristica particolare. Il supporto psicologico non è stato rivolto esclusivamente agli atleti, come tradizionalmente accade nei grandi eventi sportivi, ma è stato esteso a tutte le persone impegnate nella complessa macchina organizzativa dei Giochi.
Il servizio si è articolato attraverso uno Sportello Psicologico, attivo sia in presenza sia online, che ha accompagnato il percorso organizzativo e l’intera durata della manifestazione.
Un lavoro che ha coinvolto organizzatori, componenti dello staff, volontari, tecnici, personale impegnato nelle diverse sedi e, naturalmente, gli atleti. Un bacino enorme, considerando i numeri dei Giochi del Mediterraneo: oltre 3.800 atleti in rappresentanza di 26 Paesi di tre continenti, migliaia di volontari, centinaia di tecnici e ufficiali di gara e una trentina di sedi distribuite in 21 comuni pugliesi.
Dietro ogni gara, però, ci sono anche turni lunghi, responsabilità, imprevisti e una pressione organizzativa che spesso rimane invisibile. Ed è proprio su questo aspetto che si è concentrata la scelta innovativa del Comitato organizzatore.
A spiegare il senso dell’iniziativa è proprio Salvatore Barbarossa, che sottolinea come la decisione di allargare il servizio a tutte le persone coinvolte nei Giochi sia nata dall’incontro tra la proposta dei professionisti e la sensibilità dell’organizzazione.
«Il merito di questa impostazione non è solo nostro – dichiara Barbarossa –. È il frutto di un incontro: da un lato la nostra proposta professionale, dall’altro la sensibilità del Comitato Organizzatore, che ha avuto il merito e la lungimiranza di capire fin da subito quanto un servizio come questo fosse importante e di volerlo aperto a tutti anziché riservato a pochi».
Per lo psicologo brindisino, il punto centrale è proprio questo: il benessere psicologico non può essere considerato soltanto uno strumento per migliorare la prestazione sportiva.
«Non è una sensibilità scontata – aggiunge –. Il benessere psicologico non è un privilegio della prestazione: è una condizione di lavoro. Siamo lieti di aver trovato un interlocutore che lo ha riconosciuto immediatamente».
Una riflessione che assume un significato particolare in una manifestazione delle dimensioni dei Giochi del Mediterraneo. Se gli atleti rappresentano la parte più visibile dell’evento, attorno a loro opera una macchina composta da migliaia di persone che affrontano per settimane ritmi intensi, responsabilità e situazioni imprevedibili.
Il lavoro dei tre psicologi non si è concluso con la fine delle competizioni. Lo Sportello Psicologico resterà infatti attivo, sia in presenza sia online, fino alla fine di settembre, accompagnando anche la fase successiva ai Giochi: lo smontaggio dell’organizzazione, la rendicontazione e il ritorno alla normalità.
Una fase che, come sottolineato dagli stessi professionisti, può rivelarsi particolarmente delicata. Dopo mesi di lavoro intenso e di forte coinvolgimento, il brusco calo della pressione e il vuoto lasciato dalla conclusione di un grande evento possono produrre conseguenze anche sul piano emotivo.
Taranto 2026, dunque, ha scelto di guardare oltre il momento della competizione, estendendo l’attenzione alla salute psicologica anche a chi, lontano dai riflettori, ha contribuito ogni giorno alla realizzazione dei Giochi.
Per Brindisi, la presenza di Salvatore Barbarossa tra i tre psicologi ufficiali rappresenta inoltre un importante riconoscimento professionale in una manifestazione internazionale che ha coinvolto direttamente anche il territorio brindisino. Il PalaPentassuglia ha ospitato il torneo di pallavolo, comprese le gare inaugurali del 20 agosto e l’esordio della nazionale italiana maschile, mentre lo stadio Franco Fanuzzi, riqualificato in vista dei Giochi, ha ospitato le gare di calcio.
