Le donne sono spesso il primo argine contro le disuguaglianze, ma anche le prime a subirne il peso quando diritti e tutele si indeboliscono. È da qui che parte la riflessione della Flai Cgil Brindisi in occasione dell’8 marzo: dalla consapevolezza che lavoro, giustizia e libertà sono temi intrecciati e non separabili.
Anche quest’anno il sindacato rinnova il proprio impegno accanto alle donne che lavorano nei campi, nelle aziende agricole e nell’agroindustria del territorio e lo fa con un evento, in programma venerdì, 6 marzo, alle 17.30, presso ‘’La sfornata ‘’ sita a Villa Castelli (via Belvedere,96) Si tratta di un momento di confronto e mobilitazione con il movimento bracciantile, a cui interverranno Antonio Ligorio, segretario generale Flai Cgil Puglia, Giusy De Simone, segretaria della Flai Cgil di Brindisi, e il segretaio generale della Flai Cgil di Brindisi Gabrio Toraldo.
Un appuntamento per ribadire che diritti del lavoro, equilibrio democratico e tutela della libertà delle donne fanno parte della stessa battaglia.
“Le donne rappresentano quasi la metà delle iscritte negli elenchi agricoli annuali, ma sono sempre meno le giovani che scelgono questo settore” spiega Ligorio. “È un lavoro duro, che richiede tanti sacrifici“.
Ma l’impegno non si esaurisce nella denuncia. Con il “sindacato di strada”, il sindacato continua a essere presente davanti ai pullmini all’alba e nei campi, per ascoltare e tutelare. La legge 199 del 2016 contro il caporalato resta uno strumento fondamentale, ma necessita ancora di piena attuazione. Motivo per cui bisogna convocare presso la sede Inps la Sezione Teritoriale per il Lavoro Agricolo di Qualità.
In questo quadro si inserisce anche la posizione sul referendum del 22 e 23 marzo. “Voteremo no – spiega Toraldo– perché delegare senza controllo chi sta in alto fa perdere la voce di chi sta in basso. È inaccettabile lasciare scelte e decisioni della politica senza il contrappeso di una magistratura libera e democratica. Il referendum riguarda l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’indipendenza della magistratura. Non è un tema che interessa solo i magistrati, ma incide direttamente sui diritti e sulle garanzie di ogni cittadina e cittadino. Non è previsto quorum: vince chi ottiene un voto in più. Ogni voto è determinante”.
Accanto al tema referendario, forte è la preoccupazione per il cosiddetto ddl Buongiorno, ritenuto pericoloso perché rischia di spostare il baricentro nei processi per violenza sessuale dalla prova del consenso alla valutazione del dissenso, introducendo formule come “volontà contraria” e richiamando “situazione e contesto”.
“Se il consenso non è più il criterio centrale, cambia la domanda nei processi: non ‘c’era un sì libero’, ma ‘lei ha fatto abbastanza per far capire che non voleva?’. Le conseguenze possono essere concrete. Il silenzio non è consenso. Il blocco non è consenso. Il consenso è una scelta attiva, libera e revocabile. Senza consenso è stupro” conclude De Simone .
De simone Giusy 3271139427
