October 26, 2020

Brundisium.net
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Con la pubblicazione sull’albo pretorio dell’avviso relativo alla vendita degli ex Uffici finanziari, si accende un’ipoteca sullo sviluppo futuro di un’area strategica della città.

Un atto perfettamente in linea con il dibattito politico da cui traspare l’assenza di una visione ad ampio respiro che ponga rimedio agli errori urbanistici del passato e realizzi le condizioni per interventi adeguati alle mutate esigenze di una città.

Pensiamo all’assenza di spazi per la socializzazione, di aree verdi diffuse e di parcheggi funzionali ad un’idea di mobilità sostenibile, nonché a traffici crocieristici portuali.

 

Di contro, la vendita del complesso immobiliare consegna il destino dell’area ai privati, aprendo scenari, ad oggi, inimmaginabili.

Dalla speculazione edilizia, al recupero per destinazioni (tuttora ignote) sino all’abbandono per carenza di fondi per la realizzazione di interventi, come già sta avvenendo in altre zone del territorio.

Quanto sopra, a fronte di un introito previsto a base d’asta di 2.913.750 € che di certo non risolve i problemi finanziari dell’ente, su cui gravano invece sprechi, benefit, consulenze, spese legali, evasione, etc. Una somma che, in assenza di una guida politica, non è vincolata ad interventi specifici, quali la realizzazione di impianti sportivi nelle aree a rischio o la realizzazione/recupero di alloggi popolari.

Su questi temi l’ADOC chiede una riflessione seria per il bene ed il futuro della città.

 

Ufficio stampa ADOC

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