September 30, 2020

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Eugenio FinardiLa scorsa settimana a Radiazioni Cult è stato nostro ospite in diretta telefonica Eugenio Finardi, uno degli artisti più rappresentativi della scena musicale italiana.
Personaggio di culto, per molti della nostra generazione è stato uno dei cantautori che ci ha accompagnato nel corso degli anni con le sue canzoni fatte di lotta, di amore, di radio e di blues.
Dopo 16 anni, il cantautore milanese è tornato ad incidere un nuovo disco dal titolo “Fibrillante“.
Nell’album prodotto da Max Casacci, ci sono ospiti importanti come Manuel Agnelli, Vittorio Cosma, Patrizio Fariselli e i Perturbazione.
“Fibrillante” è un disco arrabbiato, pulsante e nervoso che ci riconsegna un Finardi in gran forma.

Riportiamo di seguito una parte dell’intervista trasmessa nel corso di Radiazioni Cult su Ciccio Riccio.

 

Radiazioni Cult: Il tuo nuovo album “Fibrillante” lo hai descritto come un disco di lotta contro un nuovo Medioevo. A cosa ti riferisci in modo particolare?
Finardi: Io credo che dopo il Rinascimento degli anni ’60 e ’70 in cui c’è stata la grande conquista dei diritti umani, è arrivato un trentennio in cui gli stessi sono stati attaccati senza sosta. La colpa non è della gente che non ha voglia di lavorare o di chi sta subendo la crisi, ma è un gioco dell’alta finanza. Con un click di mouse si possono rovinare intere regioni o intere nazioni e spostare lavoro e dignità alle famiglie.

 

fibrillanteL’uscita dell’album è stata anticipata dal singolo “Come Savonarola”. Come mai hai scritto questo testo ricordando il frate domenicano?
Perchè era un vero ribelle, uno che non si è mai piegato. Ha avuto il coraggio di attaccare i principi della sua epoca, i Medici, il Papa Borgia. Ha veramente parlato di giustizia, di verità criticando la corruzione della sua epoca. Credo che sia un personaggio di estrema attualità. Insieme a Giordano Bruno e Galileo Galilei, sono i tipi di personaggi di cui avremmo maggiormente bisogno ai giorni nostri.

 

Un altro tema importante che hai trattato è il dramma dei padri separati con “La Storia di Franco”
La Storia di Franco purtroppo è una realtà sempre più comune. Alcuni giorni fa ho partecipato al Dormitorio Pubblico di Milano, intestato meritevolmente a Enzo Jannacci nell’anniversario della sua morte. In questo dormitorio vivono tantissimi padri che avevano una famiglia, una dignità, a cui tutto ciò è stato strappato da una separazione. E’ uno dei mali nascosti della nostra epoca. Un problema messo in secondo piano rispetto ad altri uomini che reagiscono distruggendo se stessi.

 

Nel 2005 hai celebrato il tuo, ma anche il nostro amore nei confronti del Blues con “Anima Blues”. Un album straordinario con Pippo Guarnera, Vince Vallicelli e Massimo Martellotta. Hai intenzione di rinnovare questo tuo interesse e questa passione per la “Musica del diavolo”?
 L’anno prossimo sarà il decennale di “Anima Blues”. Mi piacerebbe molto rinnovare la mia passione per il Blues. Sto cercando di immaginare come potrebbe essere disegnato nel 2015. Qualche idea c’è già ed anche qualche nuovo brano.

 

Con Francesco Di Giacomo e Marco Poeta avete dedicato un album di grande fascino alla musica portoghese. Ti chiedo un piccolo ricordo del compianto cantante del Banco del Mutuo Soccorso, scomparso di recente.
Francesco era un grande amico. Lo avevo sentito il giorno prima dell’incidente. Sono rimasto colpito proprio per questo. Fu Marco Poeta a chiamarmi per darmi la notizia. Francesco era un personaggio straordinario. Devo a lui la partecipazione a quel tour di “Fado” e anche la comprensione che ci poteva essere una vita oltre a Finardi e quindi avventurarmi in altri episodi musicali.

 

MARCO GRECO

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