September 28, 2020

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Festival del cinema europeoIl nuovo film-documentario di Simone Salvemini, “L’Approdo delle Anime Migranti” sarà presentato in anteprima nazionale, martedì 29 aprile alla 15ma Edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce.

Il cortometraggio del regista brindisino si è aggiudicato nell’ottobre del 2013 la “Menzione Speciale della Giuria” alla 2° Edizione del “Tirana International Film”, mentre nel novembre, sempre dello stesso anno, è stato proiettato nella prestigiosa cornice del Museo Nazionale del Cinema di Salonicco.

“L’Approdo delle Anime Migranti” è stato prodotto da “La Kinebottega” di Brindisi con il sostegno di Apulia Film Commision, il Comune di Otranto e l’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce.

 

In occasione dell’uscita del cortometraggio, Radiazioni Cult ha incontrato il regista Simone Salvemini. Riportiamo di seguito una parte dell’intervista effettuata negli studi di Ciccio Riccio.

 

Simone SalveminiRadiazioni Cult: Il tuo nuovo film-documentario racconta la storia della “Kater J Rader”, una piccola imbarcazione rubata nel porto di Saranda da gruppi criminali che gestivano il traffico di immigrati albanesi. L’evento fu chiamato “La strage del venerdi santo”. Cosa accadde il 28 marzo del 1997?

Salvemini : Un gruppo di circa 120-130 albanesi decise quel pomeriggio di abbandonare il proprio Paese perchè era in corso una guerra civile. Si imbarcarono a bordo di una piccola imbarcazione che poteva contenere al massimo 15 persone, per raggiungere le coste italiane, nella speranza di trovare una nuova vita sul nostro territorio.

Arrivati nelle acque italiane, la Kater fu speronata dalla Corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana in servizio di pattugliamento nel mare Adriatico. La piccola imbarcazione si inabissò e morirono 81 persone.

 

In seguito ci fu un processo dove i giudici condannarono i comandanti delle rispettive imbarcazioni. Nel corso degli anni, diversi parlamentari hanno chiesto di fare piena luce sui fatti accaduti. Nel cortometraggio, hai toccato anche questi aspetti?

Nel mio documentario ho iniziato ad occuparmi della Kater J Rades dal momento in cui è stata dissequestrata. Per 14 anni il relitto della nave è rimasto vicino al Castello di Forte a Mare, dimenticato da tutti. Inizialmente il relitto doveva essere distrutto ma i parenti delle vittime hanno voluto conservare la memoria. Il Comune di Otranto è intervenuto trasportando il relitto nella cittadina adriatica e lo ha trasformato in “Monumento per tutti i migranti morti in mare”.

 

La storia della Kater è narrata attraverso diverse testimonianze. Chi ha partecipato al tuo cortometraggio?

Ho seguito le storie dello scultore greco Costas Vorotsos che ha realizzato il monumento e quelle dello scrittore pugliese Alessandro Leogrande che ha pubblicato il libro “Il Naufragio” (Feltrinelli), che ripercorre anche sotto l’aspetto processuale la storia della Kater. Come attori ci sono diversi artisti provenienti dalle diverse zone “calde” del Mediterraneo.

 

In che modo hai ricostruito con le immagini quel tragico evento del “Venerdi Santo”?

Ci sono immagini di repertorio che fanno riferimento alla grande ondata di albanesi degli anni ’90. Attraverso quelle immagini si racconta la storia di un popolo che ci ha invaso positivamente. Alcuni studi attestano che con il loro arrivo c’è stato un salto culturale che ha riguardato in modo particolare tutto il nostro territorio, nel cinema, nel teatro, nella musica.

 

Per la colonna sonora ti sei affidato nuovamente ai MarinAria…

Paola Petrosillo ha composto “14 Anni”, un pezzo molto emotivo che ha scritto dopo aver visto il relitto della nave a Forte a Mare. Insieme al musicista Valerio Daniele è nata una canzone straordinaria, molto cantautorale che andrebbe diffusa per la sua bellezza.

 

MARCO GRECO

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