È sufficiente una veduta dall’alto di piazza Marconi e – se proprio non crediamo agli occhi – un’interrogazione all’Intelligenza artificiale, per convincersi che l’annunciato “crescendo” della 24ª edizione del “Festival del Fico Mandorlato” a San Michele Salentino si è rivelata un “fortissimo improvviso”, capace di portare nella due giorni più attesa di fine agosto circa 20mila persone tra piazza Marconi e gli stand e gli appuntamenti di approfondimento. Questa volta, poi, con un elemento di sorpresa e di stupore in più: il Grande Cavallo di legno giunto in piazza alle tre del mattino di venerdì 28 agosto scorso.
Promossa dal Comune di San Michele, Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Consorzio di Torre Guaceto, Tenuta Moreno, Ais Puglia – Delegazione di Brindisi e organizzata da Hortus Puglia Aps, quest’edizione del Festival aveva come di consueto previsto la presenza di stand con degustazione e vendita di Fico Mandorlato e fichi freschi; aveva programmato diversi momenti di confronto ed eventi culturali, ma – alla vigilia del quarto di secolo dell’evento – passerà alla storia come quella che ha scompigliato le fila, spiazzando tutti. In una parola: il Festival ha stupito prima che gli eventi avessero vita.
“Lo ammetto – dice Pierangelo Argentieri, presidente di Hortus Puglia e autentico motore dell’iniziativa -: il Grande Cavallo che entra di notte in piazza ha stracciato tutte le previsioni: ha stupito ed ha destato interesse. Doveva essere una provocazione per chi viene da fuori e per la comunità sammichelana e così è stato – prosegue -. Una provocazione per quanti, in un piccolo centro come San Michele Salentino, si ritrovano uniti attorno a questo festival ed hanno bisogno di stimoli. Il cavallo è esattamente questo – ha ribadito Argentieri -, un segnale che vuole che si guardi al futuro, non con la guerra, della quale il Cavallo di Troia può essere sinonimo.
Pensiamo che esso ha richiamato un sostrato di conoscenze comuni, in chi lo ha visto, ma ha poi fatto pensare alle conseguenze dell’epopea troiana, vale a dire alla nascita di una nuova civiltà e di un nuovo modo di affrontare le cose: Roma è stata anche questo”.
Con presenze record in ogni occasione, dalla presentazione del libro “Dieta Mediterranea. Viaggio tra scienza, tradizione e sapori antichi alla scoperta del segreto della longevità”, a cura di Vincenza Giaffredi e Daniele Nucci, al convegno sulla rilevanza della promozione dei prodotti agroalimentari per la tutela del paesaggio; dalla “Dance Tarantella”, alla 16ª edizione del concorso “I migliori vini dolci di Puglia incontrano il Fico Mandorlato”; dallo spettacolo di teatro e danza “Siamo tutti figli di Troia” con la regia di Giuseppe Ciciriello e la compagnia Creatura Dance Research, al gran concerto finale di Antonio Castrignanò, con la musica popolare salentina autentica star dell’ultima serata, quest’edizione ha visto confermata la leadership diffusa e consapevole di un gruppo di giovanissimi sammichelani, che anno dopo anno hanno, visto crescere le loro responsabilità organizzative. E non è una frase fatta, ma la macchina organizzativa quest’anno non conoscerà pause: sta già lavorando all’edizione del Venticinquennale.
Cosa ci sarà dopo il Grande Cavallo in piazza Marconi? “Non è questo il punto – afferma Pierangelo Argentieri -. Questo percorso fra tutela della identità e sguardo concreto verso il futuro vuole essere un’occasione per tutti. Serve innanzi tutto a ricostruire un concetto di relazione – conclude – ma serve, ad immaginare una città del futuro: un piccolo borgo che si vuole proiettare negli anni futuri con mille sfide che la contemporaneità offre e che vanno colte e accettate”.
