June 8, 2026

L’arresto, avvenuto oggi, del legale rappresentante di una Cooperativa Agricola del Brindisino rappresenta la continuità del capitolo nella lotta contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro nei campi. Un episodio che giunge all’indomani della manifestazione promossa dalla Flai e dalla Cgil Nazionale e dove la Flai Brindisi era fortemente presente con il suo coordinamento immigrati, svoltasi ieri ad Amendolara, dove lavoratori sindacati e cittadini sono scesi in piazza per ribadire che il caporalato continua a essere una delle più gravi piaghe del comparto agricolo italiano.
La mobilitazione ha registrato una forte partecipazione popolare. Un segnale chiaro: il caporalato non può più essere considerato un fenomeno isolato o una semplice deviazione dalle regole. Al contrario, esso si configura come un sistema strutturato che si alimenta attraverso lo sfruttamento della manodopera più fragile.
Dietro le inchieste e gli arresti emergono spesso condizioni di lavoro inaccettabili: paghe insufficienti, orari estenuanti, contributi previdenziali inesistenti o versati solo in parte, contratti irregolari e, nei casi più gravi, lavoro completamente in nero. A ciò si aggiungono situazioni abitative degradanti che costringono molti braccianti a vivere in condizioni incompatibili con la dignità umana.
Dichiara Gabrio Toraldo Segretario Generale Flai Brindisi “ La questione non può fermarsi alle responsabilità individuali. Occorre interrogarsi su chi trae vantaggio da questo sistema. Restano ancora molti nomi da accertare e molte responsabilità da chiarire lungo l’intera filiera produttiva. Vi sono aziende che, pur beneficiando di contributi pubblici e finanziamenti provenienti dall’Unione Europea e dallo Stato italiano, sono finite sotto la lente degli investigatori per presunte pratiche di sfruttamento della manodopera. Ed è per questo che sempre più chiediamo la riattivazione delle “Sezioni territoriali della rete agricola di qualità” previste dalla Lgs 199/2016. “
È necessario che venga fatta piena luce non solo sui singoli episodi, ma sull’intero meccanismo economico che consente al caporalato di prosperare. Una filiera che, troppo spesso, vede ai suoi vertici grandi operatori della distribuzione organizzata, capaci di esercitare una forte pressione sui prezzi e sui margini di produzione.
L’arresto odierno rappresenta dunque un passaggio importante ed un segnale che deve dare continuità a quanto si è sempre denunciato ma non può essere considerato un punto di arrivo ed è per questo che anche in questo periodo particolarmente intenso saremo sempre di più in campo con le nostre “Brigate del lavoro “ per dare sostegno informazione dei propri diritti e voce a chi non ne ha o a chi ha paura. La sfida è far emergere tutte le responsabilità, individuare ogni anello della catena dello sfruttamento e garantire trasparenza, legalità e dignità del lavoro. Perché il caporalato non è soltanto una questione giudiziaria: è un problema sociale, economico e culturale che richiede una risposta collettiva e un impegno costante da parte delle istituzioni, delle imprese e della società civile.

Gabrio Toraldo
Segretario Gen. Prov FLAI-CGIL Brindisi

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