January 24, 2026

Un appello chiaro, che suona anche come un avvertimento politico-istituzionale. Massimo Ferrarese, Commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, affida a un post pubblico un messaggio diretto ai Comuni coinvolti: l’organizzazione dell’evento non può fermarsi alla realizzazione degli impianti sportivi, ma deve investire l’intero territorio in termini di servizi, decoro e qualità urbana.

«È arrivato il momento di fare squadra per unire responsabilità, impegno e visione», scrive Ferrarese, sottolineando che un evento di questa portata “si costruisce solo insieme”. Un richiamo che va oltre la dimensione sportiva e chiama in causa la capacità complessiva delle amministrazioni locali di farsi trovare pronte.

Il Commissario riconosce lo sforzo messo in campo finora, parlando di un «investimento eccezionale del Governo» e di una vera e propria «corsa contro il tempo» per recuperare i ritardi accumulati negli anni. Ma avverte: tutto questo rischia di non bastare se i territori non accompagneranno i cantieri con un salto di qualità nella gestione ordinaria delle città.

Il riferimento è esplicito ai 21 Comuni sede di gara, ma anche all’intero sistema urbano che accoglierà atleti, delegazioni e decine di migliaia di visitatori. «Pronti nella percorribilità, nella pulizia, nel decoro», scrive Ferrarese, indicando tre parole chiave che diventano una sorta di check-list politica per sindaci e amministrazioni.

 

Un passaggio che assume un peso particolare se si considera la dimensione mediatica dei Giochi: non solo pubblico sugli spalti, ma milioni di telespettatori collegati da tutto il bacino del Mediterraneo. «I Giochi sono un grande biglietto da visita del nostro territorio verso il mondo», ricorda il Commissario, mettendo in evidenza che la vera partita si gioca sull’immagine complessiva del Sud.

 

Il messaggio, in filigrana, è chiaro: senza strade efficienti, città pulite, servizi funzionanti e spazi urbani decorosi, anche gli impianti più moderni rischiano di diventare una vetrina incompleta. E la responsabilità, questa volta, non potrà essere scaricata su Roma, sui commissari o sui tecnici: toccherà ai Comuni dimostrare di essere all’altezza dell’occasione.

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